Negli ultimi dodici mesi la presenza di prostitute straniere lungo la Strada Statale 16, nel tratto di Cesenatico, è diventata sempre più evidente. Un fenomeno che – almeno storicamente – aveva interessato perlopiù i territori di Cervia e Rimini, che invece, a partire dall’estate 2025, sembra essersi progressivamente spostato anche nel tratto cesenaticense della statale, assumendo ormai caratteri di stanzialità.
Le presenze si concentrano soprattutto tra il distributore Tamoil e quello IP, dove ogni giorno, dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata, “passeggiano” donne provenienti prevalentemente dall’Est Europa, in particolare da Romania e Bulgaria. Tuttavia, non si tratta più di episodi sporadici: spesso sono due o tre per ciascun distributore, in alcuni casi addirittura quattro, trasformando le aree di servizio in punti di riferimento ormai consolidati del sesso a pagamento.


Si tratta di ragazze perlopiù “indipendenti”, ovvero che esercitano il meretricio senza un vero e proprio protettore. Restano comunque aperti accertamenti per verificare eventuali ipotesi di favoreggiamento della prostituzione, mentre il monitoraggio del fenomeno prosegue.
Nel frattempo, la permanenza sempre più stabile delle donne lascia inevitabilmente tracce. Accanto alle pompe di benzina e nelle aree verdi circostanti non è raro trovare bottiglie vuote, confezioni di cibo e altri rifiuti riconducibili alle lunghe ore trascorse sul posto. Una situazione favorita, almeno in parte, anche dall’atteggiamento tollerante dei gestori delle aree di servizio, che nella maggior parte dei casi preferiscono non intervenire direttamente per allontanarle.
Il tema, però, non riguarda soltanto il decoro urbano. Nelle scorse settimane, ad esempio, il caso dei preservativi usati (clicca qui), lanciati oltre la recinzione di un’abitazione privata situata proprio nelle vicinanze della Statale 16, aveva provocato la dura protesta dei residenti e riportato l’attenzione anche sull’aspetto igienico-sanitario del fenomeno.
Ma c’è un secondo elemento, forse ancora più delicato: quello della sicurezza stradale. Quel segmento di Statale Adriatica rappresenta infatti uno dei tratti più trafficati ed esposti agli incidenti dell’intero territorio. La presenza di prostitute ai margini della carreggiata comporta inevitabilmente rallentamenti, soste improvvise, inversioni di marcia, accostamenti e distrazioni da parte degli automobilisti, aumentando il rischio di situazioni potenzialmente pericolose. Una criticità che va ben oltre il semplice tema del decoro e che investe direttamente l’ordine pubblico e la sicurezza della circolazione.
Ed è proprio su questo fronte che il confronto con Rimini diventa inevitabile.
Da anni il Comune riminese rinnova periodicamente un’ordinanza anti-prostituzione che vieta non soltanto l’adescamento e l’offerta di prestazioni sessuali sulla pubblica via, ma anche la richiesta di informazioni da parte dei clienti e le manovre pericolose dei veicoli finalizzate a “contrattare” le prestazioni.
Le violazioni possono comportare sanzioni amministrative fino a 500 euro, mentre per gli automobilisti scattano anche le multe previste dal Codice della strada quando creano intralcio o pericolo alla circolazione. L’ordinanza interessa anche l’intera Strada Statale 16 nel territorio comunale riminese ed è stata riproposta negli anni sulla base dei risultati ottenuti sul piano della prevenzione.

Naturalmente un provvedimento del genere, da solo, non elimina un fenomeno complesso come la prostituzione su strada. Tuttavia rappresenta uno strumento con cui un’amministrazione può di certo intervenire per limitare gli effetti più evidenti sul territorio, in particolare sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico.
Ed è proprio questa la domanda che oggi inizia ad affacciarsi anche a Cesenatico: davanti ad un fenomeno che non appare più occasionale, ma che si sta progressivamente cristallizzando lungo la Statale Adriatica, è forse arrivato il momento di aprire una riflessione sull’adozione di misure analoghe a quelle già sperimentate, da anni, nel vicino Comune di Rimini?