Da qualche giorno, lungo via Campone a Sala di Cesenatico, la fibra ottica sta correndo veloce sottoterra. Molto meno velocemente, invece, scorrono le auto in superficie.
I lavori in corso ai margini della carreggiata, lungo le piste ciclabili presenti su entrambi i lati della strada, hanno infatti portato con sé una curiosa conseguenza collaterale: la nascita di quello che i residenti potrebbero ormai definire il primo “semaforo fantasma” della frazione.
Il punto più critico sembra essere l’incrocio tra Via Campone Sala e Via Romagna, dove uno dei catarifrangenti installati a corredo della segnaletica di cantiere, soprattutto nelle ore notturne, assume un aspetto sorprendentemente simile a quello di un semaforo rosso. Stessa forma, stesso colore, stessa autorevolezza. Manca soltanto un dettaglio: non è un semaforo.
Il risultato è facilmente immaginabile: gli automobilisti prudenti rallentano, altri si fermano del tutto, mentre qualcuno aspetta pazientemente il passaggio al verde. Attesa che, però, rischia di protrarsi all’infinito, dato che il presunto impianto semaforico non ha alcuna intenzione di cambiare colore.
Dietro le vetture ferme iniziano così a formarsi code e, inevitabilmente, anche qualche perplessità. Solo dopo alcuni secondi di riflessione il conducente di turno comprende generalmente l’equivoco e riparte, mentre chi segue assiste alla scena chiedendosi quando sia stato inaugurato il primo semaforo contemplativo.
La situazione ha già provocato diverse segnalazioni da parte dei cittadini, che chiedono una segnaletica più chiara e meno suscettibile ad interpretazioni creative. L’obiettivo, spiegano i residenti, non è ostacolare i lavori – considerati utili e necessari – ma evitare che un semplice catarifrangente finisca per trasformarsi in una prova di pazienza collettiva.
In attesa di eventuali correttivi, gli automobilisti che percorrono Via Campone nelle ore serali sono dunque invitati a mantenere alta l’attenzione. Non tutti i puntini rossi che brillano nella notte, infatti, sono semafori. Alcuni sono semplicemente catarifrangenti particolarmente convincenti. E forse, per una volta, la fibra ottica non è l’unica cosa che sta mettendo alla prova la connessione: anche quella tra occhi e cervello degli automobilisti sembra ora sottoposta ad un intenso stress test.

