22 Settembre, 2026 Cesenatico

Affitti brevi, la nuova legge divide: Zamagni (Lega) attacca la norma regionale

Lo scorso 17 dicembre l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato in via definitiva il disegno di legge che disciplina gli affitti brevi, con 30 voti favorevoli e 14 contrari. La nuova norma ha sollevato una ridda di commenti, alcuni favorevoli altri decisamente più critici. Tra questi anche quello di Filippo Zamagni, consigliere comunale della Lega a Cesenatico, che segue il tema anche per deformazione professionale: Zamagni è infatti socio e amministratore di Casà Immobiliare, realtà con sedi a Cesenatico, Cervia, Cesena, Riccione e Forlì. 

“È una norma certamente miope – esordisce – che viene presentata come strumento di riequilibrio abitativo, ma finisce per introdurre un’ingerenza ingiustificata nella libera disponibilità della proprietà privata e in attività economiche pienamente legittime”.

Secondo Zamagni, la misura non colpisce il nodo principale della crisi abitativa. “L’intero comparto degli affitti brevi rappresenta meno dell’1% del patrimonio immobiliare regionale, mentre gli immobili sfitti arrivano a circa il 22%. È evidente che il problema non viene affrontato alla radice: si comprime un diritto, senza produrre un reale aumento dell’offerta abitativa”, sostiene.

Nel mirino c’è anche il tema del cambio di destinazione d’uso. “Si introduce una destinazione urbanistica specifica per la locazione breve – osserva – che richiederà un passaggio amministrativo aggiuntivo e, in molti casi, renderà l’operazione più complessa, onerosa e quindi meno conveniente”.

Zamagni richiama poi l’attenzione sulla parte della legge che affida ai singoli Comuni ampi margini regolatori. “Le amministrazioni comunali potranno fissare tetti massimi di abitazioni destinabili ad affitto breve nelle diverse zone, oltre a limitare o vietare interventi edilizi finalizzati a creare più unità da collocare sul mercato turistico. A questo si aggiunge la possibilità di aumentare in modo significativo i contributi comunali legati agli oneri di urbanizzazione, fino al 30%”, spiega.

Pur esprimendo preoccupazione, il consigliere leghista sottolinea di guardare con attenzione alle posizioni emerse a livello locale. “Mi rincuorano in parte le parole fin qui espresse dal nostro sindaco a difesa della tradizione turistico-ricettiva, che sembrano distanti dalla visione più radicale della Giunta regionale, dove il turismo appare identificato quasi esclusivamente con l’offerta alberghiera”, afferma.

Infine, Zamagni porta un esempio internazionale per sostenere le proprie critiche: “A Barcellona, dopo un drastico taglio agli affitti brevi, sono diminuiti i nuovi contratti di locazione ordinaria, mentre sono cresciuti mercato nero e prezzi degli hotel. Non mi sembra un modello di equità sociale”. E conclude: “La Regione sta usando gli affitti brevi come capro espiatorio di problemi che non riesce ad affrontare: politiche abitative ferme da anni, scarsi incentivi alla nuova offerta e una grave carenza di edilizia residenziale pubblica. Sono scelte ideologiche e potenzialmente pericolose, che spero possano essere riequilibrate”.

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