Non bastano i freddi numeri a raccontare la promozione del Buena Onda Basket Club in DR1. Non sono di certo sufficienti gli 87 punti segnati nella notte più importante della stagione, né tantomeno i 24 punti di scarto che hanno cancellato la sconfitta dell’andata contro la corazzata Castel Guelfo.
Per capire cosa rappresenti davvero l’impresa del PalaCesenatico serve andare oltre il parquet, entrare negli spogliatoi e conoscere chi, contro ogni pronostico, ha reso possibile un successo che fino alla vigilia sembrava autentica utopia. Perché la Buena Onda è innanzitutto una squadra fatta di persone. Un gruppo composto da studenti universitari, ingegneri, commercianti, imprenditori, camerieri, lavoratori che ogni giorno si dividono tra professione, famiglia e allenamenti serali.
Una squadra che appena dodici mesi fa festeggiava la promozione dalla DR2 e che oggi si ritrova, ancora una volta, a scrivere una nuova pagina di storia.
A guidarla c’è Mauro Focarelli, classe 1960. Un allenatore esperto che nel corso della stagione ha saputo tenere unito il gruppo anche nei momenti più difficili, tra infortuni, assenze e ostacoli che avrebbero potuto spezzare chiunque. Invece, la Buena Onda ha continuato a crederci.
Accanto a lui c’è Simone Pillastrini, classe 1995, altro punto di riferimento dello staff tecnico, mentre il lavoro atletico è affidato ad Anderson Cardoso Nunes, preparatore atletico classe 1978. A completare il gruppo c’è Luca Magnani, fisioterapista classe 2002, figura giovane ma fondamentale dietro le quinte, uno di quelli che spesso non finiscono sotto i riflettori pur contribuendo ogni giorno a tenere in piedi la squadra.
Poi ci sono i giocatori. C’è il classe 2004 Luca Sovera, il vero trascinatore della finale che, prima e subito dopo la rimonta contro Castel Guelfo, indossa i panni di studente universitario. Le sue accelerazioni, unite ai tanti canestri, hanno raccontato meglio di qualsiasi statistica il cuore di questa squadra.

Ci sono i giovani Luigi Capucci, Carlo Bondi e Giovanni Cangini, tutti classe 2008, ragazzi che stanno crescendo all’interno di un gruppo che ha saputo trasformare il basket in una vera famiglia. C’è Tommaso Monticelli, classe 2003, tra i simboli della cavalcata promozione. C’è il capitano Fabio Delvecchio, nato nel 1994, che nella gara decisiva ha combattuto su ogni pallone come se fosse sempre l’ultimo. C’è Alessandro Gori, classe 1999, capace di accendere il ritmo della squadra nei momenti più delicati. E poi c’è Simone Fabiani, classe 1992. Nella serata della promozione ha segnato alcune delle triple più pesanti dell’intera stagione. Tra pochi giorni inizierà una nuova esperienza lavorativa come imbianchino, tornando alla normalità di tutti i giorni.
Ed è forse proprio questo il bello della Buena Onda: il fatto che gli eroi di questa storia, il mattino dopo, tornino puntualmente ad essere persone comuni. Nel roster trovano spazio anche Alberto Maraldi, Luca Varale Rolla, Romeo Baietta, Emanuele Buda, Enrico Boraggini, Carlo Capucci, Enrico Forte e Samuele Manuzzi. Ognuno con il proprio percorso, la propria professione, il proprio contributo.
Dietro il progetto ci sono inoltre i presidenti Eugenio Bosi e Christian Fava, insieme ai fondatori Giacomo Frigoli – pilastro dentro e fuori dal campo – e Marco Biasin, figure che negli anni hanno trasformato un’idea nata per pura passione in una realtà sempre più consolidata del panorama cestistico locale.
Ed è proprio qui che si nasconde il segreto di questa promozione. La Buena Onda non è soltanto una squadra di basket. È una comunità, il ritrovo di amici che condividono una passione. È il sacrificio di chi esce dal lavoro e corre in palestra, il figlio perfetto del sostegno costante di famiglie, dirigenti e dei tifosi che hanno riempito gli spalti nella notte più importante. Per questo la promozione in DR1 vale molto più di un semplice trionfo sportivo. Perché dietro ogni canestro, ogni allenamento, dietro ogni esultanza, ci sono persone vere. Persone che hanno continuato a credere nell’impossibile fino a trasformarlo in realtà.
E oggi, dopo due promozioni consecutive e una rimonta che entra con pieno diritto nella storia del basket romagnolo, il Buena Onda Basket Club può ora guardare avanti con orgoglio. La favola continua. E la pagina più bella, forse, deve ancora essere scritta.