22 Settembre, 2026 Cesenatico

Buonguerrieri (FdI): “Il candidato sindaco? La prima mossa spetta a noi, ma ogni scelta sarà concordata con gli alleati”

A Cesenatico è iniziato il conto alla rovescia verso le amministrative del 2027: manca ancora tempo, ma nei corridoi della politica e tra i tavolini dei bar già rimbalzano nomi, alleanze possibili e scenari più o meno probabili. Le prime mosse si intravedono, le indiscrezioni si moltiplicano e i due principali schieramenti studiano la strategia con largo anticipo. Per capire cosa c’è di concreto dietro voci e previsioni, facciamo il punto con Alice Buonguerrieri, deputata della Repubblica e coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia per il comprensorio di Forlì-Cesena dal 2021.

Onorevole, seguendo le stesse dinamiche che hanno “regolato” la scelta del candidato sindaco del centrodestra nelle ultime tornate elettorali, questa volta – numeri alla mano – dovrebbe toccare a Fratelli d’Italia la prima mossa sul candidato. Sarà così? 

“Fratelli d’Italia si è consolidato come il primo partito del Paese, esprime il Presidente del Consiglio al Governo e quindi credo che, anche nella futura coalizione a Cesenatico, abbia il diritto, e pure il dovere, di esprimere il candidato sindaco. Premesso questo, in linea con lo spirito di unione che caratterizza la coalizione di centro-destra, valuteremo assieme agli alleati la figura migliore per vincere, ma soprattutto per instaurare un buon governo a Cesenatico”. 

Il centro destra di Cesenatico non è mai stato così unito: in Consiglio comunale Fratelli d’Italia, Lega e Lista civica Buda hanno lavorato con grande sintonia per tutta la legislatura: come far fruttare, da un punto di vista elettorale, questa realtà che, negli anni scorsi, non era affatto scontata?

“L’unità e la coesione delle forze politiche di opposizione in Consiglio comunale a Cesenatico sono un dato di fatto, così come tutte le proposte e gli ordini del giorno che non hanno mai avuto una funzione strumentale, bensì costruttiva, e che saranno la base condivisa sulla quale costruire i futuri programmi elettorali. Purtroppo per i cittadini e la città, la sinistra che governa si è sempre dimostrata refrattaria in modo aprioristico ad ogni iniziativa avanzata dall’opposizione”. 

Probabilmente è presto per parlare di nomi, ma è certo che i primi sondaggi sono già in corso. La prospettiva è quella di un candidato Sindaco locale, magari meno noto ma che viva e conosca in prima persona pregi e difetti del territorio, o di un nome altisonante da fuori, che dunque garantisca un certo appeal pur dovendo “imparare” Cesenatico? 

“Si voterà nella primavera del 2027, è presto per parlare di candidati. Fratelli d’Italia presenterà profili che hanno capacità amministrativa, doti di leadership e di lavoro in team, e naturalmente profonda conoscenza della città, delle sue problematiche e delle sue esigenze”. 

Quali sono, secondo lei, le criticità attuali di Cesenatico e quindi su quali temi verrà costruita la campagna elettorale di FdI in vista delle Amministrative? 

“Il primo tema è sicuramente quello del turismo. A Cesenatico, la sinistra governa ininterrottamente dagli anni Settanta, escludendo i 5 anni dell’Amministrazione Buda. Nel tempo la città ha cambiato aspetto, ma senza una visione politica, senza definire il tipo di città che Cesenatico vuole essere: una città turistica che guarda al futuro oppure un borgo marinaro che fa turismo nel perimetro di un’azione di conservazione di sé stesso? Questa è una dicotomia che la sinistra ha dentro di sé perché, di fatto, in particolare a Cesenatico, ha dimostrato di non avere visione ed ha attuato un’azione politica conservatrice e non “progressista” o, meglio, di sviluppo: sembra un paradosso, ma è la verità. Basti pensare al piano di trasformazione urbana, il PUG, varato da questa Amministrazione, uno strumento urbanistico che non ha il coraggio di spingere verso la vera rigenerazione urbana. Inoltre, valutando la situazione dei quartieri, oltre la ferrovia non vi è nulla che faccia sperare in una rigenerazione urbana e in un consolidamento e ampliamento delle frazioni per scongiurare la perdita di servizi primari. È necessario rivedere il sistema delle manutenzioni di cui la Cesenatico Servizi è l’appaltatore. A Ponente, una sola colonia del gruppo Falkensteiner non basta. La Vena Mazzarini va riqualificata. Gli investimenti che valorizzano il territorio sono da incentivare, non da ostacolare. Accanto al tema del turismo, è inoltre centrale quello della sicurezza: certe situazioni non sono episodiche e sono tutt’altro che trascurabili, e quello sanitario: Cesenatico ha perso importanti servizi, fondamentali soprattutto nel periodo estivo in cui le presenze sul territorio si moltiplicano”. 

Turismo in crisi, rete commerciale ormai al collasso, mancanza di appartamenti per le giovani coppie: qual è secondo lei il tema più urgente per Cesenatico? 

“Come dicevo poc’anzi, Ponente è una zona in cui la costruzione di hotel e la presenza di nuovi investimenti possono portare alla realizzazione di nuovi appartamenti. Vale lo stesso per certe zone dell’entroterra da riqualificare: penso ad esempio a Bagnarola e a Villamarina”. 

L’attuale Amministrazione spingerà probabilmente i suoi successori un passo avanti al nastro di partenza viste le numerose opere pubbliche realizzate, grazie anche ai finanziamenti dal PNRR e lo sblocco dei fondi dalla tassazione IMU sulle piattaforme. Sarà dunque una campagna elettorale a rincorrere? 

“È facile realizzare opere quando vengono elargite alle amministrazioni locali risorse come il PNRR o i danari dati dall’IMU sulle piattaforme, per giunta grazie al lavoro svolto dall’Amministrazione Buda. Piuttosto bisogna chiedersi se sul piano turistico la città sia oggi più forte di ieri, se la qualità della vita sia più alta di quella di ieri, se l’Amministrazione consideri veramente primario, come dovrebbe, il tema della sicurezza. Noi sosterremo i temi in cui abbiamo sempre creduto e che abbiamo sempre promosso: turismo, sicurezza, infrastrutture. Se Cesenatico è ancora una città attrattiva lo dobbiamo all’intraprendenza e capacità dei nostri imprenditori e operatori turistici, non certo all’azione dell’Amministrazione comunale. La città e i cittadini meritano di più”.

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