C’è una storia, a Cesenatico, che va ben oltre il calcio. È una storia che profuma di passione autentica, sacrificio e profondo senso di comunità. È la storia della Polisportiva Sala, una realtà che, in un momento particolarmente delicato, ha saputo non solo resistere, ma rilanciarsi con entusiasmo e visione, ripartendo dalle persone e dal loro legame con il territorio.
“Siamo subentrati quasi per necessità, per evitare che una società storica del paese chiudesse”, racconta il presidente Giacomo Bartolini. “Nel maggio 2024 ci siamo trovati davanti a un bivio: prendere in mano la situazione oppure lasciare che tutto finisse”.
Da quella scelta è nato un percorso coraggioso, frutto dell’attaccamento a una maglia che rappresenta molto più di un semplice club sportivo. “Siamo prima di tutto un gruppo di amici – spiega Bartolini – uniti da sempre dalla passione per il campo. Ci siamo assunti questa responsabilità senza esitare, per continuare a scrivere una storia iniziata oltre 60 anni fa, nel 1967”.
Alla guida della Polisportiva c’è una dirigenza giovane, composta da ragazzi tra i 29 e i 31 anni, che ha scelto di impostare il proprio lavoro su un principio chiaro: collaborazione totale. “Abbiamo ruoli definiti, ma tutti devono essere pronti a fare tutto”, sottolinea il presidente. Un’idea che si riflette anche nella filosofia della squadra, dove il gruppo conta più del singolo e il valore umano viene prima del risultato.

Eppure, anche i risultati, nonostante un primo anno segnato soprattutto dai sacrifici, non hanno tardato ad arrivare. Già nella stagione 2024-2025 la Polisportiva Sala ha consolidato il proprio percorso nel circuito CSI, raggiungendo traguardi significativi, tra finali disputate e trofei conquistati.
Un cammino confermato anche nella stagione in corso, chiusa con un importante secondo posto in campionato. “All’inizio non eravamo considerati tra i favoriti – osserva Bartolini – ma siamo riusciti a chiudere al secondo posto in un torneo molto impegnativo. Un risultato che ci apre ora le porte delle fasi regionali”.
Accanto alla prima squadra è nato anche il progetto “Next Gen”, pensato per offrire spazio a giovani e appassionati che spesso non trovano opportunità in altre realtà. “Se una persona merita, a Sala troverà sempre posto”, afferma Bartolini. Un messaggio forte, inclusivo, che si distingue in un contesto sportivo sempre più agonistico e selettivo. “Non cerchiamo fenomeni, ma persone capaci di stare bene in un gruppo”.
Il vero motore di tutto, però, resta il volontariato. Nessun compenso, solo passione. “Facciamo tutto nel tempo libero, dopo il lavoro o durante le ferie. Il nostro stipendio – racconta il presidente – è una pizza insieme, una birra al bar, la soddisfazione di vedere il campo pieno”.

È un modello controcorrente, in un’epoca in cui anche lo sport dilettantistico tende a rincorrere logiche sempre più professionali. Eppure, a Sala, questo sistema funziona. “Siamo una famiglia che riesce a tenere botta insieme, con tutto quello che questo comporta”.
Fondamentale, in questo percorso, è anche il rapporto con il territorio: dalla collaborazione con la Pro Loco alla sinergia con il Comitato di Zona, fino alla gestione dell’impianto sportivo, oggi diventato un punto di riferimento per tutta l’area. “Il campo è uno dei nostri orgogli più grandi – evidenzia Bartolini –. Lo curiamo con passione e oggi viene richiesto anche da squadre importanti”.
Guardando al futuro, la parola chiave è crescita. Una crescita graduale, costruita con prudenza ma anche con ambizione. L’obiettivo è consolidare i progetti esistenti, ampliare le attività e riportare sempre più persone a vivere lo sport come momento autentico di aggregazione: “I risultati arrivano quando le persone stanno bene – conclude Bartolini – e noi vogliamo continuare così: passo dopo passo, con passione e serietà”.
In un’epoca sportiva dominata da numeri, classifiche e contratti, la Polisportiva Sala racconta un’altra verità: più silenziosa, forse, ma decisamente più profonda. Quella di uno sport che sa ancora essere comunità, identità, appartenenza. E finché ci sarà qualcuno disposto a crederci, quel sogno continuerà a correre.



