22 Settembre, 2026 Cesenatico

Canoni “doppi” per i chioschi: un ex gestore chiede chiarimenti al Comune

Un presunto doppio pagamento del canone per l’occupazione di suolo pubblico, richiesto in seguito a passaggi di gestione, volture e subentri nella concessione. È quanto segnala un ex titolare di un chiosco situato su area pubblica a Cesenatico, che chiede chiarimenti sull’applicazione del regolamento comunale.

Secondo il racconto dell’esercente, la vicenda sarebbe iniziata nel 2025, quando una modifica regolamentare avrebbe imposto agli affittuari di attività collocate su suolo pubblico di intestarsi temporaneamente la concessione per il periodo di gestione. Il proprietario del chiosco, tuttavia, aveva già versato al Comune il canone relativo all’intero anno.

Il problema sarebbe emerso quando gli affittuari hanno interrotto anticipatamente la gestione, restituendo l’attività alcuni mesi prima della scadenza. Per poter partecipare al nuovo bando pubblico, il concessionario originario avrebbe dovuto riacquisire la concessione. In quella fase, sostiene l’ex gestore, gli sarebbe stato richiesto di pagare nuovamente la quota relativa agli ultimi mesi dell’anno.

“Nonostante avessimo già pagato l’intero anno — racconta — ci è stato richiesto di versare di nuovo il canone per gli ultimi mesi, così da risultare nuovamente titolari della concessione e poter partecipare al bando. Di fatto abbiamo pagato due volte lo stesso periodo”. 

L’esercente sostiene inoltre che, durante il periodo in cui la concessione risultava intestata agli affittuari, alcuni adempimenti economici normalmente collegati alla concessione sarebbero comunque rimasti a carico del concessionario originario.

Una situazione analoga si sarebbe poi ripresentata in occasione della vendita dell’attività. Per partecipare al bando necessario al rinnovo della concessione, il titolare avrebbe dovuto versare anticipatamente diversi mesi di occupazione del suolo pubblico. Dopo il perfezionamento della vendita e il subentro del nuovo proprietario, anche quest’ultimo sarebbe stato chiamato a pagare il medesimo periodo.

«Noi avevamo già versato le somme fino a giugno — afferma l’ex gestore — e, quando il nuovo titolare è subentrato nella concessione, ha dovuto pagare nuovamente fino alla stessa data. In pratica il Comune avrebbe incassato due volte per gli stessi mesi».

Secondo quanto riferito dall’interessato, dagli uffici comunali sarebbe stato spiegato che la procedura deriva dall’applicazione del regolamento vigente, modificato negli ultimi anni. Una risposta che però non ha fugato i dubbi dell’ex titolare, secondo il quale il meccanismo rischia di generare una duplicazione dei pagamenti a danno dei concessionari.

La vicenda solleva diversi interrogativi: la procedura riguarda soltanto i chioschi su area pubblica o anche altre attività in concessione? E, soprattutto, in caso di volture, subentri o affitti d’azienda, è possibile che si creino sovrapposizioni nei pagamenti del canone per l’occupazione di suolo pubblico?

Domande sulle quali l’ex gestore chiede chiarimenti all’amministrazione comunale, per capire se si tratti di un caso isolato o di una prassi destinata a coinvolgere anche altri operatori del territorio.

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