L’ondata di tensione tra Stati Uniti, Israele e Iran e le ripercussioni regionali hanno avuto un effetto immediato sui collegamenti aerei: cancellazioni a catena, transiti interrotti e scali saltati tra Dubai, Abu Dhabi e Doha, con difficoltà che si riflettono anche sui rientri verso l’Europa e sulle coincidenze intercontinentali. In queste ore la Farnesina ha annunciato un rafforzamento dell’assistenza con una task force dedicata e aggiornamenti sull’operatività degli aeroporti e sui trasferimenti verso scali alternativi. A Cesenatico, la ricognizione tra le agenzie fotografa una situazione a macchia di leopardo.
Onda Marina riferisce di non avere clienti bloccati. Stessa risposta da Arcadia, che non registra residenti o turisti cesenaticensi al momento “intrappolati” a Dubai.
Diverso il quadro per Marimba, che segnala “poco più di una decina” di viaggiatori locali coinvolti, soprattutto per voli di ritorno con scalo a Dubai. “È un momento critico – spiega l’operatrice – ma stiamo sistemando tutti, uno per volta con le dovute cautele”.
GiraMondo non indica turisti direttamente bloccati sul posto, ma segnala un effetto collaterale: “Un gruppo di Cesenatico non è potuto partire proprio in direzione Dubai, a causa dell’instabilità e delle limitazioni ai collegamenti”.
Da Wellontour arriva un “no” sui bloccati; l’agenzia ricorda però che una famiglia è rientrata dalle Maldive con Qatar Airways appena alla vigilia degli attacchi, segno di quanto la finestra operativa per i transiti nel Golfo si sia chiusa rapidamente.
Il caso numericamente più consistente è quello di Turisadria che, lavorando con i gruppi, dichiara di avere 24 clienti attualmente a Dubai. L’operatore spiega che “il vettore spera di riaprire e consentire loro il rientro già nella giornata di domani (oggi, ndr)”, ma aggiunge di dubitare che lo spazio aereo possa tornare pienamente operativo in tempi così stretti: “Ecco perchè stiamo valutando anche vie alternative”.
Nel frattempo, l’indicazione generale resta quella di seguire gli avvisi ufficiali e i canali consolari: la situazione è fluida ma dipende dall’evoluzione delle restrizioni e dall’effettiva riapertura degli hub del Golfo.