Da giorni il corridoio adiacente la terapia intensiva dell’Ospedale “Infermi” di Rimini si popola di fiumi di persone visibilmente addolorate. Solo nella mattinata di oggi (28 novembre) l’infermiere ha lasciato la sala, annunciando con tono contrito il ferale referto: il Rimini Football Club è stato escluso ufficialmente dal campionato di Serie C, mentre da Roma la FIGC annullava l’affiliazione. Insomma, decesso imminente.
L’angoscia collettiva di tifosi ed appassionati di calcio in generale accompagna l’ennesimo spegnimento delle luci allo stadio “Romeo Neri” (dopo il fallimento del 2009 e la rifondazione nel 2016), casa di una squadra che — come ricorda il noto influencer riminese Filippo Delprete — “non aveva bisogno della Serie A per far battere il cuore di una città intera”.
Per comprendere fino in fondo la situazione attuale è necessario riavvolgere il nastro all’estate del 2023, quando la società, neopromossa in Serie C, è stata ceduta dall’allora presidente Alfredo Rota a Stefano Petracca, imprenditore nel campo sanitario. A seguito di un 2023-24 altalenante, tra un avvio disastroso e la repentina ripresa al cambio di allenatore, la stagione successiva ha visto il Rimini alzare la Coppa Italia Serie C per la prima volta nella sua storia. Tuttavia, giusto il tempo di toccare le “stelle” e le prime inadempienze finanziarie assegnavano alla squadra 2 punti di penalizzazione in campionato, preludio alle “stalle” dell’estate che verrà.
Infatti è proprio questo il momento in cui il dramma sportivo si è consumato, prima con il passaggio di proprietà alla Building Company S.R.L. di Giusy Scarcella non concretizzatosi per via del sequestro delle quote da parte dell’ex patron Rota, quindi all’accumulo di 16 punti di penalizzazione causa i pagamenti puntualmente insoluti. Inutile è risultato pure il tentativo di acquisto in novembre di un nuovo gruppo formato da Nicola Di Matteo e Daniele Ferro, conclusosi con il ritiro dell’offerta per il medesimo motivo.
Torniamo ora alla triste attualità dei fatti: preso atto del bilancio redatto il 30 giugno 2025, in perdita per oltre 4 milioni di euro, il 26 novembre l’assemblea dei soci ha iscritto la società in liquidazione volontaria presso la Camera di Commercio, passaggio comunemente propedeutico all’istanza di fallimento. Decisione a cui ha fatto seguito in data odierna sia l’estromissione dal campionato sia il comunicato della FIGC a revoca dell’affiliazione alla società, con conseguente “decadenza del tesseramento di tutti i tesserati del Rimini F.C.”.
Sopravvivono come grida nel deserto le voci politiche, prima quella del Sindaco della città Jamil Sadegholvaad (PD), unite nell’auspicio di una pronta rinascita che ad ogni modo si realizzerà soltanto alla presenza di investitori e inevitabilmente ripartendo dall’Eccellenza (ma servono 150mila euro).