Mattia Missiroli si è dimesso dalla carica di sindaco di Cervia. L’annuncio è arrivato pochi minuti prima dell’inizio dell’ultima seduta del Consiglio comunale del 2025, al termine di giorni segnati da tensioni politiche e forti pressioni pubbliche legate all’inchiesta che lo vede indagato per presunti maltrattamenti.
Alla vigilia della riunione, la sua maggioranza aveva confermato un sostegno almeno formale, pur con alcune perplessità individuali. Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia – seconda forza di opposizione – aveva chiesto con decisione le dimissioni, senza però ottenere l’appoggio della lista civica “Cambia con me” di Massimo Mazzolani, da sempre su posizioni improntate al garantismo.
Solo pochi giorni fa, tramite il suo legale, l’avvocato Ermanno Cicognani, Missiroli aveva escluso un passo indietro “almeno fino alla lettura degli atti d’indagine”. La scelta di dimettersi è maturata in un clima che l’ex sindaco definisce ormai insostenibile, anche per l’impatto sulla sfera familiare: “In questo momento non sarebbe possibile affrontare una situazione così complessa con la necessaria lucidità, né garantire la serenità che l’istituzione comunale merita”.
Le dimissioni sono state comunicate con una lunga nota, prima diffusa dal Comune e poi letta in apertura di seduta dalla portavoce Bianca Maria Manzi davanti alla giunta e ai consiglieri. “Negli ultimi giorni io e la mia famiglia siamo stati travolti da un’esposizione mediatica durissima – scrive – che non ha colpito solo me come amministratore pubblico, ma anche i miei affetti più cari e, soprattutto, i miei figli. In questa vicenda non ci sono soltanto ruoli istituzionali: ci sono persone, relazioni e bambini che stanno pagando un prezzo altissimo”.
Nel documento Missiroli critica la rapidità con cui, a suo dire, si sarebbe arrivati a “giudizi pubblici e definitivi” non coincidenti con i tempi dell’accertamento giudiziario. Ribadisce inoltre la condanna “di ogni forma di violenza, in particolare quella contro le donne”, ma contesta le conclusioni dell’opinione pubblica, che definisce “figlie della frenesia dei tempi mediatici” e “lontane da una visione garantista”, con effetti “ingiusti” e “irreversibili” sulla sua persona e sui suoi legami familiari.
“Amo profondamente questa città — prosegue —. Essere stato eletto sindaco di Cervia dai miei concittadini è stato l’onore più grande della mia vita pubblica. Ho dato tutto per questa città, spesso mettendo il resto in secondo piano, nella convinzione che l’interesse generale dovesse venire prima di tutto”. Per questo, aggiunge, sente «il dovere di compiere un passo indietro».
Con le dimissioni del sindaco si apre ora la prospettiva del commissariamento del Comune: giunta e Consiglio verrebbero sciolti e l’amministrazione affidata a un commissario fino a nuove elezioni, verosimilmente in primavera.