A quasi tre settimane dal cedimento che ha provocato il crollo di parte della copertura in legno di uno dei colonnati del cimitero di Sala, a Cesenatico, sono finalmente iniziati i lavori di ripristino. Gli interventi hanno preso il via nel pomeriggio di ieri, giovedì 21 maggio. Nel frattempo, però, emergono nuovi elementi che alimentano le preoccupazioni sullo stato generale delle strutture del camposanto.
Il crollo della tettoia lignea aveva scosso profondamente cittadini e familiari dei defunti tumulati nell’area interessata. Travi, tegole e detriti erano precipitati improvvisamente a terra sotto il porticato situato sulla destra rispetto all’ingresso principale, lungo il vialetto centrale. Solo il caso ha evitato conseguenze ben più gravi: al momento del cedimento nessuno, infatti, si trovava fortunatamente sotto la struttura.
Dopo l’episodio, l’area è stata transennata e resa inaccessibile per motivi di sicurezza. Le criticità, tuttavia, non sembrano riguardare soltanto la porzione già crollata (243 tra loculi e cellette cinerarie, di fatto, irraggiungibili dai familiari). Le testimonianze raccolte in queste ore restituiscono infatti un quadro di degrado diffuso anche nelle strutture in cemento armato dei porticati.

Lungo travi e bordi delle coperture sono visibili profonde fessurazioni, crepe verticali e longitudinali, distacchi di calcestruzzo e segni di infiltrazioni d’acqua persistenti. In diversi punti il copriferro appare deteriorato, con porzioni di armatura metallica affioranti e interessate da ossidazione.
Particolarmente critiche risultano alcune travi perimetrali e i nodi tra travi e pilastri, dove si notano lesioni estese e distacchi di materiale cementizio. Le colature scure e gli aloni di umidità lasciano ipotizzare infiltrazioni croniche dalla copertura, fenomeni che nel tempo possono accelerare il degrado del cemento armato e la corrosione delle armature interne.
Secondo chi frequenta abitualmente il camposanto, si tratterebbe di problemi presenti da tempo e potenzialmente indicativi di un deterioramento più ampio rispetto al solo cedimento della tettoia lignea. Al momento non è possibile stabilire l’eventuale livello di rischio statico senza verifiche tecniche approfondite, ma le condizioni riscontrate rendono necessari controlli strutturali accurati e interventi tempestivi.
Il cedimento delle scorse settimane sembra dunque aver acceso i riflettori su un problema più esteso, maturato nel tempo e aggravato dalla mancanza di interventi straordinari di manutenzione. In un luogo simbolicamente delicato come il cimitero, dove sicurezza e decoro assumono un valore particolare, i cittadini chiedono ora verifiche approfondite e un piano complessivo di messa in sicurezza dell’intera struttura.






