In occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la catena alberghiera Club Family Hotel ha avviato una campagna promozionale sui mezzi pubblici tra Milano, Cortina e Verona, assicurando ampia visibilità al marchio e, più in generale, alla Riviera romagnola. L’obiettivo è connettere un evento sportivo di portata internazionale con un’idea di ospitalità tipicamente romagnola.
L’iniziativa porta la firma di Andrea Falzaresi, imprenditore e presidente di Club Family Hotel, che da Cesenatico ha delineato una strategia “mobile” e capillare, pensata per intercettare famiglie e viaggiatori nel momento più naturale: durante gli spostamenti.
«La campagna è nata dall’idea di portare noi e la Romagna a Milano nel periodo cruciale delle Olimpiadi, che indubbiamente ci garantisce grande visibilità — spiega Falzaresi —. Sul piano pubblicitario si sta rivelando un’ottima soluzione, tanto che stiamo valutando di prolungarla fino alla fine di marzo».
Falzaresi si sofferma poi sul legame tra strutture ricettive e territorio: «Club Family Hotel incarna una vera e propria destinazione, grazie a un prodotto capace di offrire 54 servizi differenti. È però inevitabilmente connesso alle località in cui opera: a prescindere dalla qualità e dall’ampiezza dell’offerta, infatti, la scelta del turista è determinata innanzitutto dall’appeal della destinazione».

Le strutture alberghiere — prosegue — rappresentano soltanto una componente di un sistema più ampio: «Commercio, prodotto balneare e insieme dei servizi concorrono a costruire l’offerta turistica complessiva di una città. Basta che uno di questi fattori entri in crisi perché l’intero prodotto locale perda valore».
Da qui l’esigenza, secondo il presidente, di “riposizionare” il sistema turistico-alberghiero, composto in larga parte da piccole strutture che faticano a reggere le dinamiche del mercato attuale. Falzaresi invoca una maggiore specializzazione per attrarre specifici bacini di utenza, così da tutelare la filiera — di cui i piccoli alberghi rappresentano circa l’80% — e, di riflesso, la competitività delle località.
«All’interno dell’Associazione, il confronto con i colleghi sui temi di interesse comune è costante e produttivo — aggiunge —. Ci si supporta anche attraverso corsi dedicati ai diversi segmenti del settore: ad esempio, come gestire un hotel pet friendly o gluten free». Un impegno importante, riconosce, ma ancora insufficiente.
La priorità, ribadisce, è un’innovazione del prodotto turistico che «passi dagli operatori, ma parta inevitabilmente dalla politica, attraverso un progetto solido». E sottolinea un dato chiave: «L’80% dei proventi del turismo regionale deriva dalle famiglie. Occorre quindi valorizzare e ottimizzare la vocazione family dell’accoglienza sul territorio, soprattutto attraverso una maggiore cooperazione tra istituzioni e imprese dell’ospitalità».
Infine, Falzaresi rivela l’approccio che guida molte delle iniziative di promozione del logo “a forma di cuore”: «Gran parte delle intuizioni è nata da una domanda semplice: “Perché non posso farlo anch’io?”». È lo stesso impulso che ha portato prima all’installazione di totem in 15 centri commerciali del Nord Italia e poi alla campagna attuale: «Ero a Milano e ho notato un autobus rivestito con una pellicola pubblicitaria di un’azienda. Mi sono informato e l’ho fatto anch’io».