“Si sta cercando il miglior candidato per Cesenatico: è questa la stella polare”. Queste le parole pronunciate ieri dalla presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri, che rappresentano evidentemente molto più di una semplice dichiarazione di rito. Sono il segnale inequivocabile che la partita è ufficialmente aperta.
Con la candidatura di Jacopo Agostini sempre più accreditata, infatti, l’attenzione politica si sposta inevitabilmente sull’altro fronte. E a dettare i tempi sarà proprio Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione e forza destinata a raccogliere anche l’eredità politica della Lista Civica per Buda, verso lo scioglimento con la conclusione dell’attuale consiliatura.
Il tempo delle indiscrezioni, però, è ormai iniziato. E se da una parte i dirigenti continuano a predicare prudenza, dall’altra i nomi sul tavolo sembrano essersi progressivamente ridotti. Il consigliere comunale Emilio Zarrelli, unico rappresentante di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, almeno allo stato attuale appare fuori dalla corsa. Il confronto sembrerebbe invece restringersi a due profili molto diversi tra loro, ma accomunati da un elemento: entrambi conoscono bene il territorio e la pubblica amministrazione.
Il primo è Giovanni Lucchi. Un nome che ritorna ciclicamente ogni volta che il centrodestra è chiamato a costruire una candidatura competitiva a Cesenatico.
Nelle ultime ore, incalzato sull’ipotesi di una sua candidatura, Lucchi ha condiviso una riflessione dal sapore personale: “L’unica cosa certa è il mio enorme impegno in prima persona per il Sì al referendum e la dura, anzi durissima, sconfitta che non ho difficoltà ad ammettere di non aver ancora somatizzato”.
Parole che raccontano una profonda delusione politica, ma che alla luce dei fatti sembrano anche spiegare il rallentamento di una candidatura che, fino a poche settimane fa, appariva decisamente più vicina. Il suo coinvolgimento diretto nella campagna referendaria locale, infatti, aveva alimentato l’idea di un’imminente investitura ufficiale. Poi lo stesso risultato delle urne lo avrebbe indotto a prendersi del tempo.
L’altra opzione porta invece a Gianluca Vincenzi. Ex sindaco di Gatteo, oggi assessore con deleghe strategiche come Bilancio e Polizia Locale, è un amministratore esperto e già in passato accostato al centrodestra cesenaticense. Anche nel 2021 il suo nome circolò con insistenza prima di un brusco passo indietro. Secondo diverse fonti, un suo eventuale sì sarebbe tuttavia subordinato a una condizione ben precisa: il sostegno pieno e senza distinguo da parte di tutti i partiti della coalizione.
Sempre sul fronte Vincenzi arriva inoltre una presa di posizione che, pur non alimentando ufficialmente le indiscrezioni, nemmeno le archivia definitivamente. “Per quel che riguarda la mia candidatura tengo a precisare che le voci che stanno circolando non sono in alcun modo dipese da me, nonostante l’interesse e la stima che stanno emergendo nei miei confronti mi lusingano oltremodo. Già per questo ringrazio i cittadini di Cesenatico che mi hanno manifestato questa fiducia”.
L’attuale assessore del Comune di Gatteo conclude poi ribadendo quale sia, allo stato attuale, la sua priorità: “Al momento sono del tutto concentrato nell’impegno che ho assunto nei confronti dei cittadini di Gatteo col mio incarico di assessore, motivo per cui non ho valutato le diverse prospettive”.
Intanto, alcuni segnali non sono di certo passati inosservati. Venerdì sera, in Piazza Ciceruacchio, sia Vincenzi che Lucchi erano presenti al comizio organizzato da Fratelli d’Italia. Ma è stata soprattutto la naturalezza con cui Vincenzi si è mosso tra dirigenti e militanti a far riflettere gli osservatori politici. Un semplice dettaglio, probabilmente, oppure uno di quei particolari che, soprattutto in politica, finiscono spesso per anticipare decisioni ancora non ufficializzate.
Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma è inevitabile che, all’alba della campagna elettorale, ogni movimento venga letto come un possibile indizio. Perché se è vero, come sostiene Buonguerrieri, che la “stella polare” resta individuare il miglior candidato, è altrettanto vero che il tempo delle riflessioni non potrà durare ancora a lungo.
Il centrosinistra sembra ormai pronto a partire. Il centrodestra, invece, è chiamato a trasformare le indiscrezioni in una scelta definitiva.