6 Ottobre, 2026 Cesenatico

Da Cesenatico alla Ferrari: Sandro Lumini firma il futuro elettrico del Cavallino

C’è un pezzo di Cesenatico che, da decenni, lavora nel cuore pulsante dell’automobilismo mondiale. È quello rappresentato da Sandro Lumini, ingegnere cesenaticense che ha legato la propria carriera a doppio filo con la Ferrari; lo stesso che oggi torna sotto i riflettori internazionali grazie a un’invenzione tanto affascinante quanto futuristica.

Il suo nome compare infatti tra gli inventori di un brevetto depositato da Ferrari S.p.A. negli Stati Uniti, relativo ad un innovativo sistema di propulsione elettrica per vetture ad alte prestazioni. La domanda americana, pubblicata il 18 giugno 2026 sotto il numero US20260166983, riguarda un “powertrain for auto-traction and road motor vehicle provided with such powertrain”, ovvero un sistema propulsivo per la trazione automobilistica e una vettura stradale equipaggiata con tale tecnologia. La priorità dell’invenzione risale invece proprio ad una domanda italiana, depositata il 18 dicembre 2024.

Ed è proprio qui che la storia diventa straordinariamente interessante, poiché l’obiettivo non sembra essere semplicemente quello di realizzare un’ulteriore automobile elettrica. Ferrari immagina qualcosa di profondamente diverso: un motore elettrico che, almeno nell’architettura e per impatto visivo, richiami il fascino di un tradizionale propulsore pluricilindrico a V.

Niente, dunque, dell’immagine spesso associata ai motori elettrici più convenzionali, caratterizzati da un unico grande propulsore compatto e dall’aspetto inevitabilmente lontano da quello di un V8 o di un V12. L’idea brevettata da Ferrari percorre una strada completamente differente, inedita.

Il sistema concepito da Lumini prevede infatti un monoblocco dalla caratteristica forma a V, all’interno del quale viene collocato un albero di trasmissione centrale. Attorno a quest’ultimo vengono inoltre disposti diversi motori elettrici di dimensioni più contenute, organizzati in due file contrapposte proprio come le bancate dei cilindri di un tradizionale motore a V.

I singoli motori elettrici lavorano insieme attraverso un complesso sistema di ingranaggi che li collega meccanicamente all’albero centrale. In questo modo, la potenza generata dai diversi propulsori viene combinata per far ruotare un unico albero di trasmissione.

Ed è qui che compare un dettaglio capace di far sognare qualsiasi appassionato del Cavallino: modificando il numero dei piccoli motori elettrici e la loro disposizione, l’architettura potrebbe richiamare visivamente quella di un V6, un V8 o perfino di un V12 tradizionale. Ciò non significa che Ferrari abbia annunciato un futuro modello con “V12 elettrico”, né che una simile vettura sia oggi destinata alla produzione. Il brevetto descrive piuttosto una soluzione tecnica che potrebbe essere utilizzata, in prospettiva, su automobili elettriche o ibride ad alte prestazioni.

Una soluzione che affronta anche un tema tutt’altro che secondario per una casa come Ferrari: l’estetica del motore. Il brevetto, infatti, sottolinea come molti appassionati possano considerare meno affascinante l’aspetto dei moderni motori elettrici rispetto a quello di un sofisticato propulsore pluricilindrico. La nuova architettura cerca proprio di colmare questo divario, rendendo il gruppo propulsore elettrico molto più simile, nell’aspetto, a un tradizionale motore a V. Il sistema sarebbe inoltre particolarmente adatto a una vettura a motore centrale, dove il propulsore può essere visibile e diventare parte integrante dell’identità estetica dell’automobile.

Ma dietro questa suggestione c’è soprattutto tanta tecnologia. Ogni singolo motore previsto dal progetto può essere un motore elettrico trifase a corrente alternata con rotore a magneti permanenti. Il sistema contempla anche un sofisticato circuito di alimentazione e controllo, con moduli dedicati ai singoli motori. E – aspetto particolarmente interessante – ciascun motore può anche funzionare come generatore, consentendo pertanto il flusso di energia in entrambe le direzioni.

Secondo la descrizione brevettuale, uno dei vantaggi della soluzione sarebbe anche quello di ottenere, a parità di potenza erogata, dimensioni e peso inferiori rispetto ad un singolo grande motore elettrico. Una caratteristica evidentemente interessante quando si parla di automobili sportive ad altissime prestazioni, nelle quali ogni chilogrammo e centimetro può fare la differenza.

E nel lungo elenco di tecnici e progettisti che contribuiscono all’innovazione Ferrari, stavolta, c’è anche un nome che per Cesenatico assume un significato speciale. Il profilo di Sandro Lumini, profondamente legato alla città, risulta infatti associato a Ferrari. La sua presenza nella documentazione brevettuale della Casa di Maranello non è inoltre un episodio isolato: il suo nome compare in diverse invenzioni, a conferma di un percorso tecnico consolidato nel mondo dell’automobile.

Già nel 2019, per esempio, Lumini figurava tra gli inventori di un brevetto europeo Ferrari relativo a una sospensione automobilistica per vetture sportive. Più recentemente il suo nome è comparso poi in ulteriori domande brevettuali Ferrari riguardanti componenti e tecnologie per automobili, compreso un motore elettrico per la trazione.

Insomma, dietro una notizia che potrebbe sembrare soltanto una curiosità tecnologica si nasconde un’autentica storia: quella di un professionista partito da Cesenatico e arrivato a lavorare sulle tecnologie che potrebbero contribuire a definire la Ferrari di domani.

Ed è proprio questo, forse, l’aspetto più affascinante dell’intera vicenda. Il futuro dell’automobile sarà probabilmente sempre più elettrico, ma Ferrari sembra non voler rinunciare a ciò che ha reso leggendarie le sue vetture: la meccanica come spettacolo, il motore in quanto oggetto da ammirare, l’architettura tecnica che resta parte integrante dell’emozione.

Nel brevetto firmato anche da Sandro Lumini, insomma, l’elettrico prova a vestirsi da Ferrari. E pensare che una parte essenziale di questo traguardo porta fieramente il nome di Cesenatico.

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