24 Settembre, 2026 Cesenatico

Damiano Zoffoli carica l’Inter e stuzzica Gozzoli: “Grande ciclista ma nel calcio…”

Cosa c’è di meglio di una continua sofferenza per arrivare alla vittoria? Ha smesso di chiederselo da un pezzo Damiano Zoffoli che, da tifoso sfegatato dell’Inter, sa che la sua squadra, come diceva Michele Serra, “è una meravigliosa capriola della vita”. 

Con le lacrime ancora fresche per quello scudetto regalato venerdì scorso al Napoli, il grande popolo della Beneamata – 15 anni dopo il Triplete di Mourinho – si prepara ad un evento storico: sabato sera a Monaco di Baviera c’è la finale di Champions contro il Paris Saint Germain. 

In quel rettangolo magico, idealmente, batterà il cuore anche dell’ex sindaco di Cesenatico che, in un appartamento del quartiere Madonnina (trasformato per 90 minuti in una “torcida” interista), vivrà tutta l’epica di una serata che – estasi o condanna – sicuramente non dimenticherà. 

Damiano, dove guarderà la finale di Champions? 

“A casa di alcuni vicini di casa. Saremo una trentina, tutti ovviamente bardati con sciarpe, striscioni, bandiere e maglie nerazzurre. La festa è aperta a tutti, dai zero ai 100 anni. Ci saranno genitori, figli e nipoti. Unico requisito tifare Inter…”. 

La partita sarà preceduta, come da tradizione, da un momento conviviale?

“Diciamo che ognuno porterà qualcosa da mangiare, ma non vogliamo perderci troppo in distrazioni culinarie. Il focus è, e deve restare, la finale”.

Cosa avete organizzato in particolare?

“Stiamo ragionando se fare un corteo prima del fischio d’inizio. Diciamo che ancora non abbiamo deciso nulla. C’è però un’organizzazione in corso…”.  

Ha visto dal vivo qualche partita dell’Inter in questa Champions? 

“Sì il ritorno a San Siro con il Bayern (2-2). Serata meravigliosa ed emozionante, come lo sono tutte quelle di una squadra che, non a caso, ha nella sua storia il gene della pazzia”. 

Un pronostico per la finale di sabato?

“C’è più ottimismo rispetto a quella di due anni fa contro il Manchester City, ma resta una sfida apertissima. Direi 50 e 50”. 

Cosa la preoccupa, in particolare, del Paris Saint Germain? 

“E’ una squadra solida con ottime individualità. Per altro sta vivendo un buon momento di forma, non a caso contro di noi si giocano il ‘triplete’…”. 

Chi può essere il “man of the match”?

“Punto su Dumfries che in questa stagione ha già dimostrato di essere imprevedibile e di saper segnare gol importanti”. 

Il fatto che lo scudetto sia andato al Napoli potrebbe condizionarvi? 

“Guardi, è una ferita ancora aperta per me, un epilogo molto triste. Anche perchè questo campionato l’abbiamo perso noi. Potrei fare un elenco dettagliatissimo di punti buttati, occasioni mancate, gol presi per distrazione o per cali di tensione. Unica consolazione… se proprio dovevamo fare un regalo, meglio al Napoli che alla Juve o al Milan”. 

Sono ammessi gli scongiuri più ruspanti, ma se accadesse? 

“Non posso anticipare nulla. Qualcosa abbiamo preparato, ma resta un segreto”. 

Da Nivardo Panzavolta a Roberto Buda, i sindaci eletti dopo di lei erano tutti interisti. Solo Matteo Gozzoli, milanista, ha rotto la tradizione…

“Ma Matteo è, prima di tutto, un ciclista. Nella bicicletta gli riconosco tutta l’autorità possibile, nel calcio un po’ meno. Ma, del resto, non si può primeggiare in tutti gli sport…”. 

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