22 Settembre, 2026 Cesenatico

Francesco Forti e la vita da tennista: “Costi altissimi, ma la Federazione aiuta i giovani”

Cesenatico si prepara a respirare aria di grande tennis con la Start Romagna Cup, in programma da oggi all’8 febbraio. L’attesa è alta e l’entusiasmo è destinato a coinvolgere tutta la comunità: dagli appassionati più fedeli fino a chi, di solito, segue lo sport solo di sfuggita. 

Il torneo accende i riflettori su una disciplina in forte crescita anche a livello nazionale: oggi gli appassionati di tennis sono 16,9 milioni, con un incremento dell’86% tra il 2016 e il 2024, spinto soprattutto dai successi di Jannik Sinner e di altri campioni italiani.

Ma dietro la ribalta c’è una realtà fatta di investimenti e sacrifici. “Il tennista, prima di tutto, è un imprenditore di sé stesso: siamo noi atleti a sostenere ogni tipo di spesa”, spiega il professionista Francesco Forti, residente a Valverde e cresciuto sui campi in cemento del Circolo Tennis “A. Godio” di Ponente. 

Proprio per questo, sottolinea, il tennis è uno sport spesso difficile da reggere economicamente. “Molti puntano a entrare tra i primi 230 del mondo e a giocare le qualificazioni dei tornei del Grande Slam: è un traguardo sportivo, certo, ma anche un passaggio importante per garantirsi serenità economica e poter reinvestire in preparazione e servizi utili a migliorare prestazioni e condizione fisica”.

Le cifre danno la misura dell’impegno richiesto: “Le spese sono generalmente molto elevate: solo le accademie costano circa 1.000 euro al mese e non è raro che una stagione arrivi vicino ai 50.000 euro”, evidenzia Forti. 

A pesare sono il lavoro dello staff tecnico e l’attrezzatura, ma soprattutto vitto, alloggio e trasferte, spesso anche per allenatore e preparatore, nelle categorie inferiori come M15 e M25. Diverso il discorso nei tornei più importanti: “Nei Challenger ATP l’ospitalità è garantita. Alla Start Romagna Cup, ad esempio, verrà fornita una camera doppia, coperta dall’organizzazione dall’inizio del torneo fino a mercoledì, se si è ancora in tabellone”.

Sul fronte delle entrate, Forti spiega che “arrivano principalmente dagli sponsor — oggi più difficili da reperire rispetto al periodo pre-Covid — dalle competizioni a squadre e dal prize money”. A Cesenatico il montepremi totale sarà di 56.700 euro, con 8.500 euro destinati al vincitore. In questo quadro, il tennista sottolinea anche il ruolo della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP): “Sta investendo nell’organizzazione di molti tornei, ben distribuiti sul territorio nazionale. Così i giocatori italiani hanno più possibilità di guadagno e, soprattutto, risparmiano sui viaggi: in alcuni casi si evita persino l’aereo”.

Forti descrive poi una giornata tipo nel circuito: “Di solito ci troviamo in palestra alle 8.30. Iniziamo con mezz’ora di mobilità, poi due ore di lavoro fisico e altre due di tennis fino all’ora di pranzo. Alle 14.30 riprendiamo con un’ora di allenamento personalizzato, quindi torno in campo e chiudo intorno alle 17”. La routine cambia leggermente nel giorno del match: “Mi preparo con un’ora di mobilità e circa mezz’ora di riscaldamento, poi riposo e mi riattivo a dieci minuti dall’inizio”.

Quanto alla stagione, “la preparazione si svolge soprattutto in inverno, mentre i tornei sono concentrati tra aprile e fine settembre”. Un giocatore di buon livello, conclude, “disputa in media 30–35 settimane l’anno: non ci sono obblighi di pausa e le vacanze finiscono per ridursi alla settimana prima dell’inizio della preparazione e a qualche giorno d’estate”.

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