24 Settembre, 2026 Cesenatico

“Ho partecipato alla 100 Km del Passatore per festeggiare la mia futura paternità”

“Per brindare alla nascita della mia prima figlia dovevo inventarmi qualcosa di speciale. E allora, a due mesi dal parto, ho deciso di partecipare alla 100 Km del Passatore”. L’ingegner Luca Cimatti, tecnico commerciale dell’azienda Securitaly di Cesenatico, è stato di parola: sabato mattina è arrivato con la sua auto alla stazione di Faenza, è salito sul primo treno per Firenze e, alle 15 in punto, ha preso il via (assieme ad altri 3500 atleti) della storica podistica dedicata a Stefano Pelloni che celebrava quest’anno la sua 50esima edizione. 

Ma l’impresa, diciamola tutta, non era tanto “partecipare” quanto concludere la gara. Ebbene, domenica mattina all’alba, alle 5.59 e pochi secondi, la sagoma di Luca è comparsa sul rettilineo finale di Faenza e, dopo 13 ore di corsa, ha tagliato il traguardo: “Non è stato facile – racconta – perchè la 100 Km del Passatore è, prima di tutto, una sfida mentale. Per altro, io ho fatto tutto da solo. Quando ho tagliato il traguardo mi sono riposato qualche istante e poi ho ripreso il treno e, da Faenza, sono tornato a casa con la mia auto”. 

Unico partecipante “Indy” di Cesenatico (ha preso il via senza il supporto di una società sportiva ma solo con una Runcard), Luca ha una “carriera” da podista piuttosto acerba: ha iniziato lo scorso anno correndo due mezze maratone (a Rimini e Bellaria) e una maratona (a Ravenna), mentre nel 2025 ha deciso di iscriversi al “Trittico di Romagna” (maratona del Lamone, 50 km di Romagna e 100km del Passatore) arrivando al traguardo in tutte e tre le competizioni.

Residente a Sala di Cesenatico, Luca – 32 anni il prossimo 26 dicembre – è un arbitro federale di seconda categoria: “Mi alleno due volte alla settimana come arbitro e una volta come podista – spiega – ma, ripeto, questa è una gara in cui, più delle gambe, conta la tenuta mentale. Perchè si parte sotto un caldo infernale e poi arrivi sul Passo della Colla e ti ritrovi a correre con una temperatura di 8 gradi. Devi gareggiare di notte, per lunghi tratti completamente da solo e arrivi, stremato, il giorno dopo a Faenza. E’ una corsa da pazzi che riesci a concludere solo se sei davvero motivato”. Ma una figlia in arrivo a cui raccontare l’impresa è un ottimo motivo. 

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