La Parrocchia dell’Osservanza di Cesena custodisce, dal 24 gennaio scorso, una reliquia di San Carlo Acutis: una ciocca di capelli del giovane morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante nell’ottobre del 2006. Dopo la beatificazione proclamata sotto il pontificato di papa Francesco, Carlo Acutis è stato canonizzato da Leone XIV durante il Giubileo appena concluso.
A raccontare i retroscena dell’arrivo della reliquia è don Fabrizio Ricci, parroco all’Osservanza dal 2018: “La proposta di richiedere una sua reliquia è arrivata da alcuni ragazzi attivi in parrocchia già a dicembre 2024 — spiega —. Erano rientrati dalla tre giorni dell’Azione Cattolica diocesana ad Assisi: in quell’occasione ci siamo recati alla tomba dell’allora beato per un momento di preghiera che, poi, si è rivelato particolarmente intenso e partecipato”.

“Credo inoltre — prosegue il sacerdote — che la presenza del primo santo “millennial” rappresenti una richiesta di protezione e di intercessione per i tanti giovani che frequentano la parrocchia”. Negli ultimi anni l’Osservanza si è infatti distinta per una forte attenzione alle nuove generazioni, grazie a una “squadra” di ministranti ben formati (composta anche da liceali e universitari), alle attività promosse dall’Azione Cattolica, alla rinnovata presenza degli scout del Cesena 1 e alle convivenze in parrocchia, giunte ormai al dodicesimo anno consecutivo.
“Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre — riprende don Ricci — abbiamo inoltrato, come parrocchia, la richiesta di una reliquia di primo grado al vescovo di Assisi tramite il portale online del Santuario della Spogliazione, che custodisce il corpo del santo. Dopo un periodo di intensa attesa, ho potuto annunciare la bella notizia durante la messa dell’Epifania”.
Il parroco descrive poi l’entusiasmo con cui la comunità ha accolto la reliquia, trasportata personalmente dal diacono parrocchiale ed esposta durante la celebrazione e la successiva benedizione, allestita in un ostensorio: “Sinceramente non mi aspettavo una mobilitazione simile: l’arrivo di San Carlo ha richiamato una grande folla di fedeli, molti dei quali commossi. In tanti si sono fermati a pregare e, in alcuni casi, a chiedere una grazia”.

Quanto al futuro, don Ricci precisa che non è ancora stata presa una decisione in merito a un’eventuale esposizione permanente, magari valorizzando uno dei sette altari presenti all’interno della chiesa. “Per il momento — informa — proseguiremo con celebrazioni periodiche, probabilmente un sabato al mese”.
Infine, il parroco sottolinea alcuni tratti peculiari della figura di San Carlo Acutis: “Il suo punto di forza è certamente l’aver vissuto i nostri tempi — chiarisce — avendo quindi conosciuto da vicino la complessa realtà inaugurata da Internet. Inoltre, la sua giovane età mostra quanto la santità sia un cammino accessibile a tutti: non richiede grandi opere, ma piccoli gesti compiuti con amore, come ricordava papa Francesco”.
