7 Novembre, 2026 Cesenatico

Il futuro dell’Europa, Letta: “Solo uniti possiamo competere”

Un confronto ampio sul presente e sul futuro dell’Europa, tra scenari geopolitici complessi e nuove sfide economiche globali, ha segnato l’incontro “Il futuro dell’Europa e del Mercato unico”, svoltosi nel pomeriggio di ieri nella hall del Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico, gremita di pubblico.

Promossa da RomagnaBanca, la serata ha visto protagonisti Enrico Letta, già presidente del Consiglio e oggi incaricato da Consiglio e Commissione europea di redigere un rapporto sul futuro del Mercato unico, e Agnese Pini, direttrice de Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente di RomagnaBanca, Corrado Monti, che ha sottolineato il valore del confronto come strumento essenziale per “leggere il presente con lucidità e agire con responsabilità”. Monti ha inoltre richiamato l’impegno dell’istituto nel promuovere occasioni di riflessione condivisa, dalla formazione dei giovani alla diffusione della cultura finanziaria.

Nel suo intervento, Letta ha proposto una lettura articolata delle trasformazioni globali, partendo da un dato che ha definito significativo: “Se esiste una lunga fila di Paesi che ambiscono a entrare nell’Unione europea significa che questo progetto funziona”. 

Dalle sue parole emerge l’immagine di un’Europa ancora attrattiva, ma non del tutto compiuta. “Il vero problema non è l’attrattività, ma la mancanza di integrazione: se restiamo frammentati, saremo troppo piccoli per competere”, ha spiegato.

L’ex premier ha quindi insistito sulla necessità di un cambio di passo, indicando tre settori strategici che restano ancora insufficientemente integrati: l’energia, i mercati finanziari e la connettività. “Se continuiamo per inerzia affonderemo. Serve più Europa, non meno”, ha avvertito. In quest’ottica si inserisce la proposta di un “28° regime”, un sistema normativo europeo opzionale pensato per semplificare la vita delle imprese e favorire investimenti e crescita.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema energetico, reso ancora più urgente dai conflitti internazionali in corso. “Il problema dell’energia in Europa non è l’Europa, ma la sua assenza”, ha osservato Letta. “Senza interconnessioni restiamo vulnerabili e finiamo per pagare prezzi più alti”. Secondo l’autore del rapporto sul Mercato unico, la risposta sta nella costruzione di una rete energetica davvero integrata, capace di valorizzare tutte le fonti disponibili nel continente.

Non è mancato un passaggio sulle dinamiche geopolitiche, con particolare attenzione al rapporto con gli Stati Uniti. “Dobbiamo smettere di pensare di poter contare sugli altri senza prima contare su noi stessi”, ha dichiarato, richiamando la necessità per l’Europa di rafforzare la propria autonomia strategica, soprattutto nei campi della difesa e dell’innovazione.

In chiusura, Letta ha voluto richiamare il significato profondo del progetto europeo: “L’Europa è nata per garantire la pace. Oggi attraversiamo frontiere senza nemmeno accorgercene, ma lì un tempo morivano migliaia di giovani. Questo non dobbiamo dimenticarlo”.

Un messaggio che ha raccolto l’attenzione del pubblico e che ha confermato l’urgenza di un confronto consapevole sul futuro dell’Unione europea e sulle opportunità che essa può offrire a imprese e territori in un contesto internazionale in rapido cambiamento.

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