22 Settembre, 2026 Cesenatico

“Il Teatro Comunale torni ad essere la casa di tutti”: anche Telemaco aderisce all’appello di OffArt

Si allarga ancora il fronte di chi chiede una riflessione sul futuro del Teatro Comunale di Cesenatico. Dopo scuole di danza, realtà musicali, associazioni culturali e formative del territorio, anche Telemaco ODV sceglie di sostenere l’appello lanciato da OffArt affinché il teatro cittadino torni ad essere uno spazio realmente accessibile alla comunità.

La voce di Telemaco porta nel dibattito un punto di vista particolarmente significativo. L’associazione, nata a Cesenatico nel 1999, è infatti impegnata da oltre diciotto anni nella promozione di progetti teatrali e ricreativi rivolti a persone con disabilità. Il tema, dunque, non riguarda soltanto l’utilizzo di un luogo di spettacolo, ma il valore sociale, educativo e inclusivo che quel luogo può rappresentare.

“Se un’associazione nata e cresciuta a Cesenatico, che promuove percorsi di inclusione e ha perfino dedicato una propria compagnia teatrale alla memoria di una ragazza cesenaticense, impiega dieci anni per tornare ad esibirsi nel teatro della propria città, probabilmente qualcosa non funziona come dovrebbe”, osserva il presidente Eric Benedetti.

Il ritorno sul palco del Teatro Comunale è fissato per il prossimo 24 ottobre nell’ambito delle celebrazioni per il diciottesimo anniversario del progetto teatrale promosso dall’associazione. Una data attesa e fortemente voluta, resa possibile anche grazie all’interessamento dell’allora presidente della Consulta del Volontariato, Catia Sasselli.

Per Telemaco il legame con il teatro cittadino arriva da lontano. Dal 2008 al 2016, infatti, il Comunale rappresentava il punto di arrivo di un percorso che coinvolgeva per tutto l’anno ragazzi, famiglie e volontari. Ogni primavera diventava una festa collettiva, un momento di incontro tra associazioni, scuole e cittadini di Cesenatico. 

“Ricordo un teatro vivo, pieno di attività, con associazioni che si incontravano, collaboravano e si confrontavano. Era necessario prenotarlo con largo anticipo, perché tra aprile e giugno era costantemente utilizzato. Oggi quella vitalità sembra essersi persa”, aggiunge Benedetti.

Negli anni l’associazione ha trovato accoglienza altrove: dal Teatro Verdi di Cesena al Fulgor di Gambettola, fino all’Arena Rubicone di Gatteo Mare. Ma il punto, sottolinea Telemaco, non è soltanto la disponibilità di date. È il ruolo che una città decide di attribuire alla cultura, soprattutto quando questa diventa occasione di crescita, relazione e inclusione.

“Segnaliamo spesso l’isolamento dei ragazzi, la dipendenza dagli smartphone e le difficoltà nel creare relazioni. Proprio per questo oggi è necessario offrire alternative concrete: un passo di danza, una battuta da recitare, una canzone da cantare, uno strumento musicale da imparare. L’arte serve a questo: crea comunità, amicizie e senso di appartenenza”.

Da qui il sostegno alla raccolta firme promossa attraverso il sito www.cesenaticoindanza.it e la proposta di aprire un tavolo di confronto tra amministrazione comunale, associazioni culturali, scuole e volontariato. L’obiettivo è discutere eventuali modifiche al regolamento e ripensare insieme il ruolo del Teatro Comunale nella vita cittadina.

Nel ragionamento di Benedetti c’è anche un invito rivolto alle stesse realtà associative: fare più rete, condividere esperienze, idee e progetti. Perché la cultura cresce quando unisce persone diverse e competenze differenti: “Non chiediamo privilegi, ma la possibilità di confrontarci e costruire insieme un sistema migliore. Una politica che non stimola arte, creatività, inclusione e condivisione rinuncia a costruire futuro”, conclude Benedetti.

E mentre il fronte continua ad allargarsi, la domanda resta aperta: il Teatro Comunale può tornare ad essere quella casa comune della cultura che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di cesenaticensi?

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