Se la prima settimana aveva certificato l’atteso ritorno del “Torneo delle Vie”, la seconda ha invece fugato anche gli ultimi dubbi: quello nato come un esperimento ambizioso si è già trasformato in un appuntamento in grado di riempire il campo della Polisportiva Sala ogni sera, riunendo generazioni diverse sotto lo stesso tetto e attorno allo stesso pallone.
Le semifinali sono ormai alle porte, con Zona Nuova-Via Canale e Campone Alta-Via RigossaFenili pronte a decretare le due finaliste che sabato 4 luglio si contenderanno il primo Memorial “Paolo Zani”.
Ma, ancora una volta, il risultato sportivo racconta soltanto una parte della storia. Perché la vera vittoria si respira fuori dal campo.
Le tribune continuano a riempirsi, il parcheggio resta affollato fino a tarda sera, bambini e ragazzi rincorrono un pallone sul prato, mentre gli adulti discutono delle partite appena terminate. È esattamente l’immagine che gli organizzatori avevano sognato quando, poco più di un anno fa, decisero di riportare in vita una manifestazione che mancava da oltre trent’anni.
Ed è proprio chi quella storia l’ha vissuta davvero che oggi ritrova emozioni che sembravano dimenticate. Figure come Matteo Bagnoli, che il Torneo delle Vie lo conosce da entrambe le prospettive. Oggi fa parte del consiglio direttivo della Polisportiva Sala e, per l’occasione, allena Via Stradone. Ma prima ancora è stato tra i ragazzi che quel torneo lo ha vissuto quando rappresentare la propria via significava molto più di una semplice partita.

“Una cosa è cambiata tantissimo”, racconta. “È cambiato il paese, è cambiato il calcio e, di conseguenza, anche il torneo. Negli anni Settanta e Ottanta giocavano praticamente tutti. Chiunque avesse voglia di dare due calci al pallone partecipava, mentre oggi il contesto è completamente diverso”.
Per questo motivo, spiega, sarebbe stato impossibile riproporre fedelmente il vecchio format. “Questa è una versione 2.0. Abbiamo cercato di adattare quella tradizione alla realtà di oggi, inserendola nel panorama dei tornei estivi ma mantenendo quello che era il suo valore più importante: rappresentare il proprio territorio”.
Da organizzatore, Bagnoli ammette innanzitutto la paura iniziale: “Il nostro timore più grande era quello di non riuscire nemmeno a trovare otto squadre. Abbiamo invece scoperto, strada facendo, che la voglia di esserci era molto maggiore di quanto immaginassimo”.
Una scoperta che apre già lo sguardo al futuro: “Ora stiamo prendendo nota di tutto, di quello che ha funzionato e di quanto possiamo migliorare. L’obiettivo è crescere anno dopo anno. Magari un domani riusciremo perfino ad allargare ulteriormente il torneo”.
A cambiare, però, non è stato soltanto il calcio. Anche il campo racconta un’altra epoca: “Una volta si giocava sulla terra battuta”, sorride Bagnoli. “Arrivavano ragazzi con i pantaloncini tirati su, qualcuno direttamente dalla campagna, altri dal lavoro stagionale. Si giocava, poi si andava tutti insieme a mangiare: era una festa continua”. Un’immagine che oggi torna, pur con caratteristiche diverse. Perché il livello tecnico è inevitabilmente cresciuto, ma lo spirito conviviale resta quello.

Ed è proprio questo il punto che sottolinea anche Maurizio Teodorani, volto storico della Polisportiva e oggi allenatore della rappresentativa de I Fondi. Negli anni del vecchio Torneo delle Vie, la forza delle squadre dipendeva semplicemente da quanti giocatori abitavano nella stessa zona: “Oggi il calcio è cambiato – racconta Teodorani – ma il fascino di rappresentare il proprio quartiere continua ad avere un valore speciale”.
Tra i ricordi più curiosi riaffiorano anche nomi che, per chi ha vissuto quegli anni, evocano immediatamente un pezzo di storia del paese. Gabriele Scarpellini sorride quando ripensa agli “Angeli Neri”, una delle squadre simbolo del vecchio torneo. “Mi sono divertito tantissimo”, ricorda. “Forse, per quei tempi, mi piaceva ancora di più. Giocavano davvero tutti”.
Ed è proprio quella semplicità che gli organizzatori sperano di recuperare, almeno in parte, nelle prossime edizioni. Non tanto abbassando il livello tecnico, quanto ricreando quello spirito di appartenenza e la stessa goliardia che facevano sentire ogni squadra come una famiglia e rendevano la partita un semplice pretesto per stare insieme. Perché, se il Torneo delle Vie è tornato, il sogno della Polisportiva è che continui a crescere fino a diventare, ancora una volta, il momento dell’anno in cui tutto il paese si ritrova attorno a un pallone. Era un torneo diverso. Prima ancora del Torneo dei Bar, erano direttamente le vie del paese a sfidarsi. Poi arrivarono le squadre dei locali storici: il Bar Sport, il Corallo, il Bar ACLI, la Cassa Rurale, fino ai gruppi di amici come la Panchina o gli stessi Angeli Neri. Un calcio popolare, spontaneo, che oggi rivive sotto una forma nuova senza perdere il suo significato più autentico.
Nel frattempo anche il campo ha emesso i suoi verdetti. Nel girone Arena Garibaldi, la Zona Nuova ha chiuso a punteggio pieno conquistando il primo posto grazie al successo per 4-3 nello scontro diretto contro la Via Rigossa-Fenili. Nell’altra gara, I Fondi hanno salutato la fase a gironi con il convincente 6-3 sul Bourg Sgumbì.
IL TORNEO
Classifica finale
1. Zona Nuova 9 punti
2. Via Rigossa-Fenili 6
3. I Fondi 3
4. Bourg Sgumbì 0
Nel girone Bombonera, invece, il Campone Alta difende la vetta nonostante la pesante sconfitta per 8-1 contro Via Canale, mentre La Castellaccia conquista una spettacolare vittoria per 7-6 su Via Stradone che, tuttavia, vale solo il terzo posto a pari punti con Via Canale.
Classifica finale
1. Campone Alta 6 punti
2. Via Canale 4
3. La Castellaccia 4
4. Via Stradone 3
La classifica marcatori vede ancora davanti Santolamazza con 8 reti nel girone Arena Garibaldi, inseguito da Muccioli a quota 6. Nel girone Bombonera, invece, Berlati, Lombardi e Mazzuoli guidano la graduatoria con 4 gol ciascuno.
Le semifinali sono ora definite. Lunedì 29 giugno si affronteranno Zona Nuova e Via Canale, mentre martedì 30 giugno sarà la volta di Campone Alta e Via Rigossa-Fenili.
Sabato 4 luglio il sipario calerà con la finale per il terzo posto e, soprattutto, con la sfida che assegnerà il primo Memorial “Paolo Zani”. Fra pochi giorni qualcuno alzerà la coppa. Ma, comunque vada, questa prima edizione ha già restituito a Sala qualcosa che sembrava appartenere soltanto ai racconti di chi c’era quarant’anni fa. Ha riportato le famiglie sugli spalti, ha rimesso fianco a fianco vecchi compagni di squadra e nuove generazioni, ha trasformato ogni sera in un appuntamento sentito in paese.
Le semifinali e la finalissima assegneranno ora un vincitore. Il Torneo delle Vie, invece, sembra aver già conquistato la sua vittoria più importante: essere tornato a far sentire Sala una comunità. E, a giudicare dall’entusiasmo di queste due settimane, la sensazione è che questa volta non si tratti di un ritorno destinato a durare un’estate, ma dell’inizio di una nuova tradizione.





