22 Settembre, 2026 Cesenatico

La piadina del futuro parla romagnolo: Laura Paganelli rilancia la tradizione con gusto, creatività e identità

La piadina romagnola è chiamata oggi a confrontarsi con un panorama gastronomico sempre più vario, segnato dalla diffusione di cucine internazionali e da abitudini di consumo in continua trasformazione, soprattutto tra i più giovani. 

Dal kebab al sushi, i sapori globali hanno ampliato l’offerta e modificato il modo di scegliere cosa mangiare. Ma questo cambiamento rappresenta davvero una minaccia per il prodotto simbolo del territorio?

Per Laura Paganelli, titolare della piadineria Sedicinodi Bar & Bottega, a pochi passi dal Porto Canale di Cesenatico, la risposta è più articolata di quanto possa sembrare. “Personalmente, considero ogni nuova attività un valore aggiunto per il territorio: più alternative ci sono, più ampia è la scelta per turisti e residenti”, spiega. Una visione aperta, lontana da contrapposizioni sterili e campanilistiche, che però difende con decisione il valore culturale della piadina: “È un cibo nostro, conosciuto in tutto il mondo. Perderlo per diventare uguali agli altri sarebbe un errore madornale”.

Insieme allo storico collaboratore e amico Danilo Esposito, Laura ha dato vita a un progetto che intreccia tradizione, innovazione e attenzione autentica al cliente. Sedicinodi non è soltanto una piadineria, ma un luogo pensato come esperienza, costruita su materie prime strettamente locali e su una proposta contemporanea che abbina cocktail e piadine reinterpretate con sensibilità moderna.

“La piadina si è svecchiata moltissimo negli ultimi anni, anche grazie alla contaminazione”, racconta l’imprenditrice. “Accettare di modernizzarla è oggi un passaggio necessario”. Da questa idea nascono le “ninette”, piccoli assaggi che permettono di gustare più varianti in una sola volta, e altre proposte originali che allargano gli orizzonti del gusto senza tradire l’identità romagnola.

Nel nuovo menù compaiono infatti creazioni che dialogano con suggestioni internazionali, come il “suscino”, una piadina che richiama i sapori del sushi pur restando profondamente radicata nel territorio. “Poiché rispetto le identità, non pretendo in alcun modo di fare sushi. Posso però proporre un modo diverso di mangiare la piadina”, precisa Paganelli. La sfida, dunque, è proprio questa: conservare l’anima del prodotto rendendolo contemporaneo, capace di incontrare nuovi gusti e nuove esigenze alimentari.

Anche l’esperienza personale ha avuto un ruolo in questo percorso. “Sono vegetariana, quindi ho sviluppato varie proposte dedicate. A volte arrivano persone con esigenze particolari, ma una soluzione la trovo sempre”. Al centro del progetto resta infatti la personalizzazione. “Preparo tutto al momento: stiro la piadina davanti al cliente e la farcisco con ciò che preferisce. Ogni cosa è assolutamente personalizzata”.

È una filosofia che rifiuta la standardizzazione e rivendica il valore dell’artigianalità: “Sono contraria a ogni forma di massificazione. Meglio poche cose, ma fatte bene”. E soprattutto realizzate su misura, con un rapporto diretto e familiare con chi entra nel locale. “Spesso mi chiedono: ‘Laura, cosa mi fai oggi?’. È come andare a casa della mamma”.

È questa l’identità con cui Sedicinodi si sta ritagliando uno spazio sempre più riconoscibile nel panorama gastronomico di Cesenatico: un luogo in cui la tradizione non viene conservata come in un museo, ma vissuta come materia viva, dinamica, pronta a evolversi. Perché, come conclude Laura Paganelli, “tradizione e modernità non sono alternative: si completano a vicenda”. Ed è proprio così che la piadina romagnola può continuare a raccontare la sua storia, senza paura del mondo che cambia.

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