L’apertura del secondo punto vendita di “Signor Tacos”, marchio nato nel 2019 e divenuto negli anni un punto di riferimento per molti giovani e famiglie del territorio, offre l’occasione per riflettere sui cambiamenti che stanno interessando il tessuto commerciale e gastronomico di Cesenatico. Un’evoluzione che coinvolge tradizione, nuove culture culinarie e integrazione imprenditoriale.
In occasione dell’inaugurazione del nuovo locale sul lungomare Carducci, abbiamo intervistato la vicesindaca Lorena Fantozzi, assessora con deleghe ad Attività produttive, Valorizzazione dell’artigianato, Politiche giovanili, Pari opportunità e Ambiente.
Vicesindaca Fantozzi, Cesenatico sta vivendo un evidente cambiamento nella propria geografia culinaria. Da una parte la tradizione, dall’altra nuove proposte multiculturali, sempre più diffuse e apprezzate: come legge questo fenomeno?
«È un tema delicato, che non nasce da una scelta imposta, ma da una trasformazione già in atto nella società. Le nuove generazioni si avvicinano in modo naturale a forme di street food che possono apparire lontane dalle abitudini di una parte degli adulti, ma che rappresentano una realtà concreta. Proprio per questo esempi virtuosi, come quello di Sassi Terzi con “Signor Tacos”, meritano attenzione e sostegno. Sono realtà che si inseriscono in modo naturale nel tessuto cittadino, ampliando l’offerta e intercettando fasce di pubblico che potrebbero non riconoscersi completamente nella ristorazione tradizionale».
Questo fenomeno rischia però di mettere in secondo piano la tradizione gastronomica italiana e romagnola?
«La tutela del nostro patrimonio culinario resta un dovere fondamentale. La cucina italiana è una delle più apprezzate al mondo e, come tale, va protetta e valorizzata. Questo, però, non significa chiudersi al nuovo. Oggi molti giovani cercano percorsi differenti anche nel settore della ristorazione, e questo genera inevitabilmente contaminazioni culturali e gastronomiche. L’aspetto importante è mantenere un equilibrio: le nuove attività devono integrarsi nel tessuto produttivo in maniera rispettosa e armoniosa. Non si tratta di una sostituzione, ma di un arricchimento dell’offerta».
Negli ultimi giorni, a Cesenatico e nei territori limitrofi, si è parlato delle sospensioni temporanee di alcune attività commerciali, in particolare gestite da imprenditori stranieri. Qual è l’approccio del Comune?
«Ogni attività che apre viene sottoposta ai controlli previsti, indipendentemente dal nome sull’insegna o dalla provenienza di chi la gestisce. Quando emergono carenze sul piano documentale o professionale, il Comune ha il dovere di intervenire. Gestire un’attività significa rispettare requisiti, autorizzazioni e normative precise: il nostro compito è verificare che tutto avvenga nel rispetto delle regole».
Spesso, però, queste sospensioni vengono percepite come chiusure definitive…
«In realtà la sospensione ha proprio l’obiettivo di consentire le verifiche necessarie e permettere alle attività di regolarizzare eventuali situazioni pendenti. Non c’è alcun interesse nell’avere vetrine chiuse, anzi: l’apertura di una nuova attività rappresenta sempre un elemento positivo per la città. Tuttavia, tutto deve avvenire nel pieno rispetto delle norme. Inoltre, i controlli non vengono svolti esclusivamente dal Comune: intervengono anche ASL, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e gli altri enti competenti. Il Comune è soltanto l’ultimo passaggio dell’iter amministrativo».
Un’ultima domanda, inevitabilmente politica: il nome di Lorena Fantozzi viene oggi accostato a una possibile candidatura alla guida del Comune di Cesenatico in vista delle prossime elezioni amministrative. C’è qualcosa di concreto?
«A un anno dal voto è normale che circolino ipotesi e indiscrezioni. Posso dire che questo incarico ha rappresentato per me un grande onore, oltre che una responsabilità importante. Da qui alle elezioni possono accadere molte cose, ma oggi il mio obiettivo resta quello di portare a termine il mandato e rispettare gli impegni assunti. Per il resto, vedremo cosa emergerà nel tempo. Posso però dire con certezza che essere stata al servizio dei cittadini e delle attività del territorio, come vicesindaca e assessora, è stato un privilegio».