22 Settembre, 2026 Cesenatico

L’Europa tra sogno e necessità: al Miramare il MFE indica la rotta federalista

Nel tardo pomeriggio di giovedì 11 dicembre, nella sala conferenze dell’Hotel Miramare di Cesenatico, si è svolto il convegno “Europa necessaria”, promosso dal Movimento Federalista Europeo e moderato dal segretario di sezione Marco Trebbi. 

L’atmosfera era quella di un confronto serrato ma partecipato, nel quale la riflessione politica si è intrecciata con le preoccupazioni per un contesto internazionale sempre più instabile.

Ad aprire i lavori è stato l’assessore Mauro Gasperini, che ha portato i saluti della Giunta locale e ha subito richiamato l’attenzione sullo scenario globale odierno. Un contesto, ha osservato, che spinge inevitabilmente gli Stati europei verso una maggiore coesione e, dunque, verso il federalismo, inteso come “unico orizzonte capace di garantire stabilità e capacità di azione” in un mondo attraversato da crisi e conflitti.

È seguito il corposo intervento dell’eurodeputato Sandro Gozi (Renew Europe), collegato in videoconferenza da Bruxelles. Gozi ha illustrato innanzitutto la risoluzione sulle conseguenze istituzionali dei negoziati per l’allargamento dell’Unione europea, da lui predisposta e approvata dal Parlamento europeo lo scorso ottobre. La necessità di questo provvedimento, ha spiegato, “nasce da un mondo in continuo mutamento, che sottopone l’Europa a sfide sempre nuove, provenienti non solo da Est ma anche da Occidente”. In questo quadro si inserisce il riferimento alla cosiddetta “dottrina Trump” in materia di politica estera, che, secondo Gozi, considera l’Unione europea quasi come “un nemico da indebolire” per preservare la centralità dei singoli Stati nazionali, a scapito del processo di integrazione.

Da qui la sua insistita richiesta di un’Unione “più efficace, più potente e più democratica”, capace di ambire davvero all’autonomia strategica. Una prospettiva che, a suo giudizio, “non può prescindere da una maggiore flessibilità interna”, possibile soltanto a condizione di superare il diritto di veto, “che oggi paralizza molte decisioni cruciali”. 

La rimozione di questo strumento, ha sottolineato, “consentirebbe una più autentica libertà di scelta politica e renderebbe l’Unione in grado di rispondere con tempestività alle crisi”. In questo solco si inseriscono la proposta di rafforzare significativamente i poteri del Parlamento europeo e quella di adottare una nuova legge elettorale, in grado di consolidare la dimensione politica e democratica dell’Unione stessa. “Serve riformare – ha concluso Gozi – perché l’Europa sia pronta ad accogliere nuovi Paesi e, al tempo stesso, possa accrescere la propria rilevanza geopolitica sulla scena mondiale”.

La seconda parte dell’incontro ha visto protagonista Michele Ballerin, autore e coautore con Roberto Benigni de “Il sogno”. Ballerin ha esordito definendo il contenuto della risoluzione Gozi una “banalità”, chiarendo però come si tratti di una banalità nel senso più positivo del termine: “un insieme di idee tanto ovvie e necessarie da far sorgere spontanea la domanda sul perché non siano state adottate prima” e, soprattutto, sul perché l’Europa non sia ancora una vera federazione.

Da questo spunto iniziale, il suo intervento si è concentrato sui fattori che frenano la prospettiva federalista. In particolare, Ballerin ha individuato nelle burocrazie nazionali il vero potere inamovibile degli Stati, “un potere che spesso resiste a ogni tentativo di trasferire competenze e sovranità a livello sovranazionale”. 

A questo elemento strutturale ha affiancato un ostacolo di natura più culturale, che ha definito “nazionalismo passivo”: quella forma di condizionamento mentale che deriva dall’essere nati e cresciuti entro i confini di uno Stato nazionale e che porta, quasi automaticamente, a pensare la politica e le istituzioni soltanto in quella cornice ristretta, senza riuscire a immaginare con naturalezza un’appartenenza e una cittadinanza europea pienamente compiute.

Ballerin ha poi contrapposto a queste resistenze una serie di urgenze concrete, a partire dal tema del riarmo. In un contesto internazionale segnato da tensioni militari e da una nuova corsa agli armamenti, singoli Paesi come l’Italia o la Francia, ha osservato, non dispongono delle risorse necessarie per sostenere da soli un apparato difensivo efficace. “Solo un’Europa federale, dotata di una politica estera e di difesa comune, potrebbe affrontare con realismo questa sfida, evitando dispersioni di risorse e rivalità interne”. 

Nella parte conclusiva del suo intervento, Ballerin ha ammesso che, nelle condizioni politiche attuali, risulta difficile immaginare la nascita improvvisa di una grande federazione europea. Ha tuttavia indicato una possibile via d’uscita nella cooperazione rafforzata tra un gruppo di Paesi disposti a procedere con maggiore decisione, evocando il precedente storico della Convenzione di Filadelfia, quando un nucleo di Stati, superando il principio di unanimità e decidendo a maggioranza qualificata, diede vita agli Stati Uniti d’America. Anche in Europa, ha suggerito, “potrebbe essere un’avanguardia di Stati più convinti e allineati a compiere il passo decisivo”.

La serata si è chiusa con l’intervento della neosegretaria regionale del MFE, Valentina Maestri, che ha ringraziato relatori e partecipanti, sottolineando come momenti di confronto come quello di Cesenatico siano “indispensabili per diffondere una cultura politica europeista e federalista”, capace di tenere insieme il sogno di un’Europa unita e il bisogno, sempre più pressante, “di un’Unione in grado di agire con una sola voce nel mondo”. 

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