Non doveva succedere. Lo avevano scritto, ripetuto, quasi sussurrato per scaramanzia durante tutta la settimana. Serviva recuperare 22 punti contro la squadra che aveva dominato l’intero girone E, la favorita annunciata per la promozione. Una montagna da scalare, quindi, un’impresa che sembrava appartenere più a sogni che alla realtà. E invece è successo. Davanti ad un PalaCesenatico gremito come non mai, sospinta da un’atmosfera che ha ricordato i grandi appuntamenti del basket pure a più alti livelli, il Buena Onda Basket Club ha compiuto una delle imprese più straordinarie della sua giovane storia, travolgendo Castel Guelfo 87-63 e conquistando una storica promozione in DR1. Una rimonta di 24 punti che cancella il passivo dell’andata, consegnando ai ragazzi di coach Focarelli una serata destinata ad essere ricordata per anni.

L’inizio è subito carico di tensione ed energia. Fabiani inaugura la gara dalla lunetta, ma Guelfo risponde colpo su colpo affidandosi al talento di Degli Esposti e Curione. Il clima è rovente, ogni possesso pesa come un macigno. Monticelli e Delvecchio trascinano i padroni di casa, Sovera inizia a trovare ritmo e il primo quarto si chiude sul 21-16. Cinque punti di vantaggio non bastano certo per sognare la rimonta, ma qualcosa già si percepisce nell’aria. Il PalaCesenatico ci crede.
Nel secondo periodo la partita cambia volto. Fabiani trova subito una tripla pesantissima, Gori alza i giri del motore e soprattutto Sovera entra in una dimensione irreale. Canestro dopo canestro, giocata dopo giocata, il numero 7 della Buena Onda diventa incontenibile. Sei punti consecutivi, poi altri due, poi ancora due. Il vantaggio cresce fino a raggiungere il +19 sul 52-33. A quel punto non si tratta più soltanto di vincere: la promozione torna improvvisamente possibile.
Ma è dopo l’intervallo lungo che arriva il capolavoro. Fabiani apre il terzo quarto con una tripla da distanza siderale che anticipa il manifesto della serata. Sovera continua a colpire, la difesa della Buena Onda diventa finalmente granitica e Castel Guelfo, una delle squadre più forti dell’intera categoria, inizia a vacillare. Quando Fabiani realizza la bomba del +28 per poi convertire due liberi sul clamoroso +30, il PalaCesenatico esplode. È il momento preciso in cui l’impossibile assume i contorni della realtà. La tensione sale ulteriormente nel finale del terzo periodo, quando una mischia in campo porta all’espulsione di Piombo per Castel Guelfo e ad un semplice fallo antisportivo per Alberto Maraldi. Ma la Buena Onda non perde la testa, anzi, continua a giocare con lucidità fino a chiudere il quarto avanti 78-48.


Mancano dieci minuti, dieci minuti dall’impresa. L’ultimo periodo è una battaglia nervosa: i canestri diminuiscono, mentre aumentano i contatti, i falli e la pressione. Delvecchio continua a lottare su ogni pallone, Sovera si prende anche i cori della tifoseria di casa, mentre Guelfo tenta disperatamente di rientrare nel conto totale della doppia sfida. Curione esce per falli. Poi tocca a Monticelli. Più tardi anche Gori deve lasciare il campo. E mentre ogni possesso sembra eterno, il vantaggio complessivo costruito con pazienza da Buena Onda si assottiglia. Da sicurezza diventa tensione. Da festa annunciata diventa attesa estenuante. Ma la Buena Onda resiste a tutto, dalla stanchezza alla pressione, passando per la paura – sempre più nitida – di vedere sfumare un sogno rincorso possesso dopo possesso. Quando suona la sirena finale, il tabellone dice 87-63.
A raccontare la portata dell’impresa sono soprattutto le parole dei protagonisti. Coach Mauro Focarelli, visibilmente travolto dall’emozione al termine della gara, non nasconde l’orgoglio per il cammino dei suoi ragazzi. “Sono estremamente orgoglioso del gruppo tutto. Avevo chiesto una prova importante, di uscire a testa alta, ma hanno evidentemente superato le aspettative”, confida sorridendo. “Siamo riusciti a vincere, andando contro ogni pronostico, e ci siamo meritati questo titolo”. Il tecnico ribadisce poi il profondo senso di gratitudine verso la squadra: “Sono stati tutti bravissimi. Chi ha giocato 40 minuti, chi ne ha giocati 30 e anche chi non è proprio entrato in campo: ognuno ha dato il proprio, indispensabile contributo al successo finale. Questa è una grande soddisfazione per l’intero movimento cestistico di Cesenatico e Cervia. Sono davvero orgoglioso di quello che abbiamo fatto”. Per poi concludere: “Forza Buena Onda!”. Dichiarazioni che fotografano perfettamente lo spirito di una squadra che ha costruito il proprio percorso sul gruppo e attraverso la capacità di superare ogni ostacolo.
Tra i grandi protagonisti della serata c’è senza dubbio Luca Sovera, autore di una prestazione straordinaria. Il playmaker della Buena Onda ha spiegato così il significato della rimonta: “Dovevamo vincere di 23 punti, all’andata avevamo perso di 22: alla fine abbiamo vinto di 24”. “Durante la settimana il morale era abbastanza pessimista – spiega Sovera – ma questa è stata una stagione piena di difficoltà, tra infortuni e defezioni varie. Eppure non abbiamo mai mollato, nemmeno quando eravamo sotto di 22”. Rimarca ancora la forza del gruppo, rimasto puntualmente coeso nonostante le innumerevoli avversità affrontate in stagione: “Bisogna sempre crederci perché l’impossibile può diventare possibile, e questa sera ne abbiamo dato dimostrazione. Sono fiero dei miei compagni”. “Questa è un’emozione che mi porterò dentro per tutta la vita”, ammette con lo sguardo rivolto ai compagni.
Il resto lo raccontano gli occhi lucidi dei giocatori, l’abbraccio del pubblico sceso in campo per i festeggiamenti, le urla liberatorie di una squadra che per tutta la stagione ha continuato a crederci anche quando sembrava davvero impossibile. Perché questa non è soltanto una promozione, ma il meritato riconoscimento ad un gruppo che si è rialzato mille volte. È la vittoria di una società che ha saputo trasmettere entusiasmo oltre lo stesso basket. È la consacrazione di un PalaCesenatico diventato, partita dopo partita, la casa di una comunità intera.
Solo ventiquattr’ore prima il messaggio era chiaro: “Non succede. Ma se succede, bisogna essere presenti”. Ieri sera, in effetti, c’erano tutti. E hanno assistito a qualcosa che racconteranno, perché il Buena Onda Basket Club è ufficialmente in DR1.
E da oggi, quella che sembrava un’impresa impossibile è semplicemente storia.
