7 Novembre, 2026 Cesenatico

L’ostetrica di Cesenatico va in pensione: “Che strazio vedere le culle svuotarsi”

In Italia parlare di natalità è ormai quasi un tabù. Il netto calo demografico ne è la partitura più evidente: è il risultato soprattutto dell’incertezza in cui vive gran parte della popolazione, giovani in primis.

Il concetto è stato ripreso qualche giorno fa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, in occasione degli Stati Generali della Natalità, ha ricordato come “in una società basata sulla velocità e il tempo reale i giovani, non per loro responsabilità, siano costretti a essere in costante ritardo nel trovare un lavoro stabile, una casa, nel mettere su famiglia e nel fare figli”. 

Ne ha quindi analizzato le cause, evidenziando “le difficoltà derivanti dalla precarietà e dai bassi redditi, dalle carenze dei servizi che rendono difficile conciliare i tempi lavoro-famiglia” e che contribuiscono a precludere la sacrosanta “libertà di poter avere dei figli”. 

A riprova di ciò, i dati Istat dell’ultimo semestre preso in esame non sorprendono, ma preoccupano, confermando una tendenza ormai consolidata. Al 31 luglio 2025 la popolazione italiana risultava diminuita di 7mila unità rispetto all’inizio dell’anno (-0,1 per mille abitanti) con l’ennesima flessione della natalità: -6,2% rispetto agli stessi mesi del 2024, a decessi sostanzialmente immutati. 

Sommando la lieve contrazione dei movimenti migratori in entrata (-0,4%) emerge con chiarezza il quadro drammatico in cui versa la popolazione italiana, tradotto nell’attuale conteggio di 58.927.633 residenti: il picco demografico del 2014, pari a oltre 60,8 milioni di persone, è ormai un lontano ricordo.

Su questo scenario si è espressa Luigia Grasso, storica ostetrica presso l’Ospedale “Maurizio Bufalini”, da poco in pensione dopo 42 anni di reparto tra Milano e Cesena: “Per noi ostetriche d’altri tempi – dice – il fenomeno della drastica diminuzione delle nascite è stato ovviamente lampante, soprattutto negli ultimi anni. Devo ammettere che, soprattutto ultimamente, faceva una certa impressione passare dal nido e vedere tante culle vuote”.

Luigia sottolinea come in un primo momento l’immigrazione avesse costituito un tampone al problema: le famiglie extracomunitarie, in particolare di provenienza araba, contribuivano infatti a limitarne gli effetti grazie a gravidanze frequenti e nuclei familiari numerosi. Tuttavia, a lungo andare “si sono messi in riga, essendosi resi conto sulla loro pelle che, in Italia, i figli comportano enormi sacrifici e ingenti spese, nonostante i copiosi sussidi di cui godono nel nostro Paese”. 

Venendo a Cesenatico, è la stessa Istat a fotografare la situazione mediante il Censimento Permanente annuale – decennale fino al 2018 – che nel nostro comune coinvolge 555 famiglie campionate, oggetto di intervista volontaria da parte di un operatore comunale ora e fino al 23 dicembre (con iscrizioni aperte fino al 9 dicembre tramite il portale del Comune). 

Le rilevazioni pubblicate a inizio anno dall’Ufficio Anagrafe dipingevano un quadro solo lievemente più stazionario rispetto al contesto nazionale, ma comunque in tenue ribasso rispetto all’anno precedente, alla luce del rapporto tra le 126 nascite registrate e i simultanei 271 decessi.

Nello stesso arco temporale hanno iscritto la propria residenza a Cesenatico 876 persone di varia provenienza, estera compresa, mentre 753 si sono cancellate per trasferimento o altri motivi. In attesa che il dato venga ufficialmente aggiornato, la stima ufficiosa al 31 luglio, pari a 26.037 abitanti, sembrerebbe delineare una timida crescita rispetto ai 25.885 residenti di fine 2024.

“Come si inverte l’inverno demografico? Difficile rispondere – conclude Luigia – è un cane che si morde la coda. Viviamo in un mondo sempre più difficile per i giovani che, spaesati già al pensiero del loro domani, finiscono troppo spesso per rinunciare ad essere genitori”. 

La materia resta ovviamente bollente, vista la sua sensibilità, ma la freddezza dei dati non consente ulteriori rinvii: in una Cesenatico che continua a costruire asili nido bellissimi e moderni, il dibattito sulla natalità e sul futuro demografico del Paese non può più essere rimandato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA