15 Ottobre, 2026 Cesenatico

Mussolini cittadino onorario: la Rete Antifascista verso la richiesta di revoca al Comune

In Romagna, uno dopo l’altro, i Comuni stanno facendo i conti con la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini durante il Ventennio. Riccione e San Clemente hanno già votato la revoca nel 2025, Santarcangelo ha seguito la stessa strada e Cotignola ha deliberato il provvedimento nell’aprile scorso. A ottobre anche Bagnacavallo ha avviato l’iter per cancellare l’onorificenza, mentre nella vicina Cervia è di recente intervenuta l’Anpi locale a chiederne formalmente la revoca. E Cesenatico? Per ora, la cittadinanza resta. Tanto che, incalzato sul tema, Francesco Occhipinti si concede perfino un sorriso alla provocazione: “Cesenatico sembra resistere”.

Direttore di Legambiente Emilia-Romagna e coordinatore della Rete Democratica e Antifascista di Cesenatico, che dall’ottobre 2022 riunisce associazioni come Anpi e la stessa Legambiente, Occhipinti conferma che la questione è già arrivata al tavolo dell’organizzazione. “Abbiamo trattato il tema giusto di recente, in una delle ultime riunioni che abbiamo fatto della Rete”, racconta. E aggiunge che il confronto potrebbe presto tradursi in una richiesta all’Amministrazione comunale. “Stiamo valutando”, precisa, senza anticipare decisioni che non sono ancora state formalizzate. L’orientamento, però, c’è: “Ha usato il termine giusto”, risponde quando gli viene fatto notare che, mentre altri Comuni romagnoli revocano il riconoscimento, Cesenatico sembra restare ferma.

La vicenda ha anche un punto di partenza documentale preciso. Nel settembre 2025 lo storico Mauro Altini ha ritrovato nell’Archivio storico cittadino la delibera n. 44 del 1924, l’atto con cui il Comune conferì a Mussolini la cittadinanza onoraria. Il documento, firmato dal commissario prefettizio e dal segretario comunale, celebrava l’operato del “Grande Romagnolo” e richiamava l’esempio di Roma e nelle principali città italiane. Un testo che restituisce il clima politico dell’epoca e che, soprattutto, ha consentito di superare l’ostacolo che fino ad allora aveva reso difficile procedere: l’assenza dell’atto ufficiale di conferimento.

Quel documento oggi c’è. E mentre il quadro romagnolo continua a cambiare, a Cesenatico la questione resta aperta, in attesa che il confronto interno alla Rete si traduca eventualmente in un passo formale. Occhipinti invita alla prudenza sui tempi, ma non chiude la porta: il tema è sul tavolo e la direzione è ora in discussione. La domanda, a questo punto, è se e quando la città deciderà di affrontare ufficialmente una pagina della propria storia che, a quasi un secolo di distanza, continua puntualmente ad interrogare le istituzioni.

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