Nuova battuta d’arresto per il Bar Noi di Cesenatico. Da un paio di giorni le serrande del noto locale affacciato su piazza Andrea Costa sono nuovamente abbassate. Sul vetro compare un cartello scritto a mano: “Chiusura anticipata per manutenzioni”. Dietro quella comunicazione, però, ci sarebbe una situazione ben più complessa.
Secondo quanto appreso, l’attività sarebbe stata costretta a fermarsi dopo il piombamento dei contatori delle utenze, legato a una situazione debitoria maturata dalle precedenti gestioni. Un nuovo ostacolo nel percorso già complicato dell’imprenditore bolognese Loris Pini, che aveva rilevato il locale all’inizio di marzo con l’obiettivo di rilanciarlo.
L’avventura era partita con grandi ambizioni: trasformare il Bar Noi in “Charme”, un punto di riferimento per accoglienza, pasticceria di qualità ed eventi nel cuore del lungomare di Cesenatico. Ma il progetto si è subito scontrato con diverse criticità. Ad aprile era arrivato il primo stop da parte del Comune, per l’assenza della Scia intestata al nuovo gestore. Dopo circa dieci giorni, la riapertura era stata possibile grazie alla presentazione di una nuova pratica tramite la società Puro Srls.
Sembrava l’inizio di una fase più serena, ma nelle settimane successive erano proseguiti gli accertamenti di Guardia di Finanza e uffici comunali sul passaggio di gestione. A questo si era aggiunto il problema del reperimento del personale, difficoltà ormai diffusa nel settore turistico e della ristorazione. Dopo che alcuni dipendenti avevano trovato un’occupazione più vicina a casa, per una serata il “Noi” era stato nuovamente costretto ad abbassare le serrande per insufficienza di personale.
Ora il nuovo blocco, legato alle utenze, rende ancora più incerto il futuro immediato del locale. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali sulla data di una possibile riapertura. Resta il contrasto tra le ambizioni dichiarate dal nuovo titolare (che certo non si aspettava di trovarsi questa situazione) e la realtà di un percorso che – tra pratiche amministrative, verifiche, carenza di personale e debiti pregressi – continua a procedere a singhiozzo.
Per uno degli esercizi simbolo del centro cittadino, la seconda vita immaginata pochi mesi fa non è ancora riuscita davvero a cominciare.