Le aspettative erano alte. Del resto, riportare in vita una manifestazione che per oltre vent’anni ha scandito estati, rivalità e amicizie di un’intera comunità non era di certo una sfida da poco. Eppure, dopo la prima settimana del 1° Memorial “Paolo Zani”, il sentimento che accomuna organizzatori, partecipanti e pubblico è uno solo: il Torneo delle Vie è davvero tornato.
Non soltanto come evento sportivo, ma soprattutto in quanto autentico fenomeno sociale, capace di riportare al centro il senso di appartenenza che aveva reso celebre questa competizione tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta.


“Le aspettative sono state ampiamente superate”, annuncia il presidente della Polisportiva Sala, Giacomo Bartolini. “Sia per le presenze sugli spalti, sia per la carica agonistica vista in campo. Le partite sono combattute, di alto livello tecnico, ma sempre estremamente corrette. Tutti hanno capito lo spirito della manifestazione: creare qualcosa di diverso, un’atmosfera che non si vedeva da tanto tempo a Sala e in tutto il territorio”.
Un successo che va ben oltre risultati e classifiche. Perché il Memorial dedicato a Paolo Zani nasce prima di tutto come omaggio alla memoria, dalla volontà di celebrare una figura simbolo della Polisportiva e per l’intero paese. E proprio questo spirito sembra aver accompagnato ogni serata della prima settimana.


A colpire gli organizzatori è stata innanzitutto la risposta del pubblico. Le tribune dell’impianto di Via Canale Bonificazione si sono riempite fin dalla serata inaugurale, trasformando ogni partita in un appuntamento atteso e partecipato. “Mi aspettavo meno gente – ammette Bartolini – invece abbiamo visto il campo pieno ogni sera. È una soddisfazione enorme, ma siamo convinti che questo sia soltanto l’inizio”.
A condividere l’entusiasmo è anche Alessio “Gigi” Lizzo, custode dell’impianto e membro del consiglio dirigente della Polisportiva. “Quando vedi il campo pieno e le persone che si fermano a parlare, tifare e stare insieme, capisci subito che stai costruendo qualcosa di importante per il paese”, spiega. “Abbiamo preso appunti su tutto, dagli aspetti organizzativi a quelli logistici. È la prima edizione per tutti noi e puntiamo a migliorare anno dopo anno. Ascoltiamo ogni singola voce: consigli, suggerimenti e critiche costruttive, perché l’obiettivo è far crescere il torneo e renderlo un appuntamento fisso”.
Un ruolo fondamentale lo stanno giocando anche le realtà del territorio, che hanno scelto di sostenere l’iniziativa fin dalle sue origini. “La loro presenza ci rende orgogliosi – continua Lizzo – perché significa che il territorio crede nel progetto. Con il loro contributo stiamo costruendo qualcosa di bello per tutta la comunità. A Sala, dopo il ciclismo, il calcio è sempre stato lo sport più sentito. E quando il paese si mette in testa di fare qualcosa, cerca sempre di realizzarlo nel migliore dei modi”.


Tra le novità più apprezzate spicca la cronaca in diretta delle gare affidata a Jacopo Pagliarani, che ha contribuito a creare un clima ancora più coinvolgente, sia per il pubblico presente sia per chi segue il torneo attraverso i social. Ed è proprio Pagliarani ad individuare nel concetto di comunità l’essenza più autentica della manifestazione. “Di tornei estivi ce ne sono tanti – osserva – ma questo è diverso. Qui c’è un’identità territoriale fortissima: si torna a rappresentare una via, una zona, un pezzo di paese. È un format che mancava da oltre trent’anni e che riesce a mettere insieme generazioni diverse. Vedere tra spalti e panchine chi il Torneo delle Vie lo ha giocato negli anni Ottanta e Novanta, accanto ai ragazzi che oggi lo disputano sul campo, è qualcosa di straordinario e al tempo stesso necessario”.
Non è un caso che molte delle figure che animavano il torneo di un tempo siano ora tornate protagoniste, pur in vesti profondamente differenti. Alcuni ex giocatori che in passato difendevano i colori delle proprie zone, infatti, oggi siedono in panchina come allenatori, riportando sul campo ricordi, aneddoti e quella passione che non si è mai spenta. Una continuità tra passato e presente che nelle prossime settimane non smetterà di raccontare storie, quelle di chi lo stesso torneo lo ha vissuto da protagonista trent’anni fa e oggi lo ritrova con occhi diversi.


Anche sul terreno di gioco, nel frattempo, non sono mancate le sorprese.
Nel girone “Arena Garibaldi”, la Via Rigossa-Fenili ha confermato le impressioni della vigilia con due vittorie in altrettante gare. Dopo il 9-5 all’esordio contro il Bourg Sgumbì, la formazione guidata dall’attuale capocannoniere del torneo Luca Santolamazza, autore di 8 reti in appena due uscite, si è poi ripetuta superando I Fondi per 4-2.
Alle sue spalle tiene il passo la Zona Nuova, capace di imporsi prima per 3-1 contro I Fondi e ancora con un roboante 6-3 sul Bourg Sgumbì. Decisivi, nell’ultimo incontro, la doppietta di Muccioli, la tripletta di Quarta ed il sigillo finale di Faggi.
Classifica:
- Via Rigossa-Fenili 6 punti
- Zona Nuova 6 punti
- I Fondi 0 punti
- Bourg Sgumbì 0 punti
Nel girone “Bombonera”, invece, il Campone Alta ha subito assunto il comando grazie al successo inaugurale per 3-1 su Via Stradone. Più equilibrio nell’altra sfida, terminata 1-1 tra Via Canale e La Castellaccia.
Classifica:
- Campone Alta 3 punti
- La Castellaccia 1 punto
- Via Canale 1 punto
- Via Stradone 0 punti
La corsa al titolo di capocannoniere vede per ora al comando Santolamazza, seguito da Samuel Muccioli a quota 4 reti e Sena con 3, tutti nel girone Garibaldi. Nel girone Bombonera guida invece Simone Berlati, autore di 3 centri.
Se la prima settimana ha certificato il successo per il ritorno del Torneo delle Vie, gli organizzatori promettono che le sorprese non sono finite. Si lavora già alla serata conclusiva del 4 luglio, quando il paese intero sarà chiamato a celebrare non soltanto la squadra vincitrice, ma una storia collettiva ritrovata. Tra idee, iniziative e alcune “chicche” che ancora restano top secret, la volontà è quella di trasformare la finale in una vera e propria festa di comunità.
C’è anche un dettaglio simbolico che racconta bene lo spirito del progetto: il trofeo principale sarà unico e itinerante, destinato a passare di anno in anno alla squadra vincitrice. Un modo per creare tradizione, alimentare il prestigio della vittoria e legare ogni futura edizione a quella precedente.


Perché, in fondo, il successo più grande di questa prima settimana non si misura nei gol segnati o con i punti conquistati. Si legge negli spalti pieni, tra le chiacchiere a bordo campo, nei racconti di chi c’era trent’anni fa e attraverso gli occhi dei ragazzi che oggi stanno scrivendo una nuova pagina della storia sportiva di Sala.
Il Torneo delle Vie 2.0 era nato per riunire il paese attorno ad un pallone. Dopo pochi giorni, forse, ha già raggiunto il suo primo obiettivo.