Nel dicembre del 2023 Giunio Bonoli è diventato presidente della Fausto Coppi. Per lui tutti gli onori del caso, ma tra le mani anche il cerino acceso di una Nove Colli che, dopo gli anni d’oro, sembrava perdere, anno dopo anno, energia ed entusiasmo.
L’edizione del 2025 era attesa con particolare trepidazione perchè, dopo il calo verticale di iscritti delle ultime edizioni, si temeva una nuova contrazione dei partenti. Ma, tra rumors e indiscrezioni, qual è la situazione? Lo abbiamo chiesto direttamente al presidente.
Bonoli, c’è un po’ di apprensione in questa settimana di vigilia…
“E per quale ragione scusi?”
Mancano pochi giorni all’evento e ancora non avete comunicato il numero ufficiale degli iscritti…
“Guardi, in realtà non ci sono segreti: stiamo completando in questi giorni le liste d’attesa, ma penso di poterle anticipare che supereremo abbondantemente i seimila partecipanti”.
Beh, un bel risultato…
“Direi un bellissimo risultato. E’ chiaro che i diecimila iscritti non li faremo più, ma bisogna rendersi conto che il mondo dei ciclo-amatori negli ultimi anni è cambiato. Basta vedere cosa accade vicino a noi…”.
A chi si riferisce?
“Non faccio nomi, ci mancherebbe. Ma vedo manifestazioni che, pur investendo dieci volte più di noi in termini di pubblicità, hanno un numero di partecipanti molto inferiore”.
Dunque, siete soddisfatti?
“Guardi, non le nascondo che un po’ di apprensione c’era perchè la crisi del settore granfondistico non ha risparmiato nessuno, ma il dato per noi è significativo perchè, dopo il calo innegabile delle scorse edizioni, per la prima volta siamo riusciti ad arrestare l’emorragia di iscritti, assestandoci sugli stessi numeri dell’anno prima”.
La Romagna del pedale, dunque, non tradisce…
“Per la verità c’è un dato che mi fa riflettere ed è la diminuzione di iscritti dalle province romagnole. Spiace perchè la Nove Colli ha dato tanto a questo territorio…”.
Si aspettava una maggiore riconoscenza?
“Beh, se non ci fosse stata la Nove Colli non credo che a Cesenatico sarebbero arrivati in questi anni il Giro d’Italia ed il Tour de France. Per tante estati abbiamo riempito alberghi, esportando in tutto il mondo l’immagine di Cesenatico. Per questo la disaffezione dei ciclisti locali ci ha un po’ colpito. Ma non la diamo per persa e proveremo, laddove possibile, a riallacciare quel legame”.
Forse pagate dazio per il costo alto dell’iscrizione? (Dai 110 ai 130 euro)
“Guardi, questa storia la sento da sempre, ma chi critica i costi si dimentica di quello che diamo. La Nove Colli, soprattutto sul fronte della sicurezza, vuole continuare a garantire servizi di qualità e la qualità non può essere gratis”.
Qualcuno ha suggerito il pacco gara facoltativo…
“Ho letto, ma è un’idea che non prenderemo mai in considerazione. Perché la maglia che diamo in regalo, più che un impegno con lo sponsor, rappresenta la nostra storia. La t-shirt celebrativa, che anche quest’anno è firmata Gobik, non è solo un capo tecnico di altissimo valore, ma è soprattutto il segno distintivo del nostro percorso e della nostra identità”.
A proposito di costi, c’è anche chi paga 300 euro per partecipare alla Nove Colli…
“Sì, sono i ciclisti del Dream Team che quest’anno pedaleranno assieme ad Alejandro Valverde. Lo scorso anno erano stati cinque, quest’anno sono 45. E la cosa bella è che l’incasso di questa iniziativa andrà tutto allo Ior”.
Lo scorso anno avete avuto tanti complimenti per il pasta party…
“E quest’anno, mi dicono, sarà ancora meglio. A prepararlo sarà sempre Omar Casali, rinomatissimo chef del Marè. A proposito di qualità…”.
La diminuzione di iscritti rispetto agli “anni d’oro” ha fatto perdere un po’ di entusiasmo?
“Assolutamente no. Forse qualcuno dimentica che siamo passati attraverso una pandemia e un’alluvione. Per molti sono stati eventi fatali, noi invece siamo ancora qui. Gli sponsor ci hanno confermato la loro fiducia e il nostro gruppo di volontari non vede l’ora di cominciare”.
Il rapporto con la città e con le associazioni di categoria?
“Direi ottimo. Abbiamo sempre avuto la massima collaborazione dalle istituzioni locali. Anche con gli albergatori, con i quali in passato c’era stata qualche incomprensione, le cose vanno decisamente meglio, tanto che assieme a loro organizzeremo il nostro percorso gourmet”.
Avete investito anche nel Gravel…
“E’ un settore in forte espansione e noi siamo sempre attenti alle novità del momento. Se tutti puntano sul Gravel è normale che lo faccia anche la Nove Colli”.
Presidente, quale titolo le piacerebbe?
“2025, per la Nove Colli l’anno della ripartenza”.