Ci sono incontri che non si limitano ad aggiungere qualcosa a una storia, ma finiscono per cambiarne la direzione. A volte nascono quasi per caso: una fotografia inviata a un magazine, una conversazione che prosegue nel tempo, una stima reciproca che cresce fino a diventare amicizia. È da un incontro così che prende forma a Cesenatico “Photo Duality”, il nuovo progetto fotografico di Luca Silvestrin e Luca Varraso.
Due percorsi distinti, due caratteri diversi, due modi differenti di osservare il mondo. Eppure una sola passione: la fotografia, intesa non come semplice tecnica, ma come linguaggio capace di trattenere emozioni, raccontare persone e dare valore agli attimi più autentici.
Per Luca Varraso la fotografia arriva da lontano, dai ricordi dell’infanzia accanto al padre, fotografo per passione e subacqueo, tra macchine a rullino, viaggi e primi scatti realizzati durante le vacanze. Negli anni quella curiosità si è intrecciata con la sensibilità artistica maturata nel mondo della danza, fino a diventare una vera necessità espressiva. “Non amo definirmi attraverso un genere fotografico – racconta – mi interessa raccontare emozioni, non etichette”.
Una passione tanto forte da spingerlo a una scelta radicale: lasciare Torino, rinunciare a un lavoro stabile nelle ferrovie dopo oltre cinque anni e mezzo e trasferirsi in Romagna per costruire una nuova vita attorno alla fotografia.
Anche per Luca Silvestrin l’obiettivo è diventato, nel tempo, una scelta di vita. Dopo esperienze molto diverse, dall’antiterrorismo aeroportuale alla gestione di uno studio di tatuaggi, ha deciso di trasferirsi dalla Lombardia a Cesenatico e trasformare in professione una passione coltivata dal 2014, tra studio, pratica e ricerca personale.

La sua fotografia nasce da un’idea precisa: cercare il bello. “Ho visto troppe immagini raccontare dolore e tragedia. Io voglio trasmettere emozioni positive, umanità, spontaneità”. È proprio questa visione a fargli notare uno scatto di Varraso: il Porto Canale illuminato dai colori del Tricolore. Da lì iniziano i messaggi, gli scambi di fotografie, le pubblicazioni sul magazine che Silvestrin dirigeva e, poco alla volta, un rapporto sempre più solido.
Oggi quella sintonia è diventata Photo Duality. Un nome che racconta perfettamente la loro identità: due sguardi, due sensibilità, una sola anima fotografica. Silvestrin è metodico, preciso, attento alla costruzione del rapporto con il soggetto. Varraso è più istintivo, curioso, sempre in movimento, alla ricerca di prospettive insolite e dettagli nascosti. Quando fotografano lo stesso momento, il risultato non è mai una replica: sono due racconti diversi che finiscono per completarsi.
La loro fotografia rifiuta le pose forzate e le immagini artificiali. Cerca invece autenticità, spontaneità, emozioni vere. Che si tratti di matrimoni, battesimi, eventi o semplici passeggiate fotografiche, l’obiettivo resta lo stesso: raccontare le persone per ciò che sono davvero. Un sorriso inatteso, uno sguardo sincero, un gesto destinato a non ripetersi più.
Photo Duality è ancora all’inizio del suo cammino, ma le idee sono chiare: costruire una realtà fotografica strutturata, aprire uno studio professionale, lavorare su eventi, cerimonie e progetti creativi capaci di andare oltre i confini della Riviera Romagnola.
Alla base, però, resta qualcosa di più profondo di un progetto lavorativo. C’è il coraggio di cambiare vita, la capacità di riconoscere il talento nell’altro e un’amicizia autentica che continua a mettere a fuoco la stessa immagine: quella di un sogno costruito insieme.







