7 Novembre, 2026 Cesenatico

Referendum, il dibattito entra nelle scuole: l’intervento di Alessandro Campedelli (Azione Studentesca)

Mentre la campagna referendaria sulla giustizia si avvia alle battute finali, si avvicina rapidamente la data del voto, fissata per il 22 e 23 marzo, in un clima sempre più acceso, nel quale il merito tecnico della riforma viene spesso messo in secondo piano da un dibattito pubblico fortemente polarizzato.

Tra esponenti politici dei diversi schieramenti e professionisti del diritto, il confronto sulla riforma coinvolge anche il mondo studentesco, sensibile ai temi della legalità e del funzionamento delle istituzioni. In questo contesto interviene Alessandro Campedelli, studente dell’ultimo anno del Liceo Scientifico “E. Ferrari” di Cesenatico e coordinatore provinciale di Azione Studentesca, che invita anzitutto a una riflessione informata sui contenuti della riforma, per garantire una scelta realmente consapevole.

“In vista dell’imminente voto popolare – esordisce lo studente – occorre comprendere con chiarezza in cosa consista effettivamente la riforma e riconoscere quelle che considero false rappresentazioni del suo contenuto”. 

Campedelli spiega quindi che la riforma si articola in due punti principali: da una parte la separazione delle carriere, che imporrebbe a ogni magistrato una scelta immediata e definitiva tra la funzione giudicante e quella requirente; dall’altra il tema della responsabilità professionale: “Oggi – aggiunge – la funzione disciplinare sulla condotta dei magistrati è interna alla magistratura stessa. Questo significa che, in alcuni casi, un giudice responsabile di un grave errore non subisce conseguenze adeguate. E questo accade perché i magistrati si giudicano tra loro, spesso all’interno di un meccanismo segnato da favoritismi e reciproci sostegni, che la riforma punta invece a superare”.

Campedelli si sofferma quindi sul tema del sorteggio, che definisce “il punto chiave della riforma”: “Il sorteggio di tutti i membri dei nuovi Csm aprirebbe una battaglia concreta contro il correntismo e a favore di una giustizia più equa, nella quale anche i magistrati rispondano dei propri errori al pari dei cittadini”.

Non manca poi una critica a quanti si oppongono alla riforma: “Trovo profondamente scorrette le ricostruzioni allarmistiche di chi sostiene che questa riforma determinerebbe una subordinazione della magistratura al potere esecutivo. Anche in caso di vittoria del Sì, il Governo non acquisirebbe, nei fatti, alcun potere decisionale”.

Campedelli precisa inoltre che, secondo l’impianto previsto, “interverrebbe solo il Parlamento, in misura peraltro limitata, in quanto rappresentativo dell’insieme delle forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione”. 

Nel dettaglio, prosegue, “verrebbe predisposta una lista composta da avvocati con oltre vent’anni di esperienza, professori universitari e giuristi appartenenti a diversi orientamenti culturali e politici. Da questa lista si procederebbe poi al sorteggio del terzo laico degli organi interni alla magistratura. I magistrati – sottolinea – continuerebbero quindi a mantenere la maggioranza, ma sarebbero finalmente liberi dall’influenza delle correnti politicizzate e da quegli intrecci che, ancora oggi, finiscono per pesare sui cittadini, ostacolando una giustizia davvero equa e uguale per tutti”. 

In conclusione, lo studente affida il proprio messaggio a un appello diretto al voto: “Come italiano che ha a cuore il tema della giustizia, sento il dovere di votare Sì all’imminente referendum. Invito tutti a scegliere in modo consapevole, senza lasciarsi condizionare da ricostruzioni false o strumentali”.

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