7 Novembre, 2026 Cesenatico

Referendum sulla Giustizia, Carlo Sorgi al Circolo Arci Borella: “In gioco ci sono i diritti dei cittadini”

Si è svolto ieri sera, presso il Circolo Arci Borella di Cesenatico, un incontro di approfondimento in vista del referendum confermativo sulla Giustizia, in programma il 22 e 23 marzo. Ospite della serata è stato il magistrato Carlo Sorgi, già pubblico ministero e successivamente giudice del lavoro, oggi coordinatore provinciale del Comitato “Meglio dire No”.

L’appuntamento, secondo appuntamento di un ciclo di iniziative dedicate a temi storici, sociali e politici, è stato promosso in collaborazione con la Cooperativa Casa del Popolo e con il patrocinio del Comune. 

Davanti a una platea numerosa, Sorgi ha proposto un’articolata riflessione sulla riforma costituzionale attualmente in discussione, soffermandosi innanzitutto sulla difficoltà di affrontare un argomento così tecnico in assenza di un adeguato dibattito pubblico. “Si tratta di norme molto tecniche – ha osservato – e i tempi che hanno portato alla consultazione referendaria sono stati strettissimi. Il rischio è che i cittadini non abbiano avuto il tempo necessario per informarsi davvero”.

Fin dalle prime battute, l’ex magistrato ha espresso una posizione netta: “Questa non è una riforma della giustizia, perché la giustizia non c’entra nulla”. Sorgi ha quindi ripercorso l’evoluzione dell’organizzazione interna della magistratura italiana, ricordando come nel tempo siano stati introdotti vincoli sempre più stringenti fino alla riforma Cartabia del 2022, che ha di fatto quasi azzerato i passaggi tra funzioni requirenti e giudicanti. “Per questo – ha sottolineato – parlare oggi di separazione delle carriere come se fosse una rivoluzione del sistema è fuorviante”.

Secondo Sorgi, la revisione costituzionale non inciderebbe sui problemi concreti della giustizia italiana. “Il vero scandalo non è questo, ma la durata dei processi – ha affermato –. Se si vuole davvero migliorare il funzionamento del sistema, bisogna investire risorse, assumere personale e rafforzare gli organici”. A questo proposito ha ricordato come l’ingresso di nuovo personale grazie ai fondi del Pnrr abbia contribuito ad avvicinare i tempi della giustizia italiana agli standard europei, pur restando incerto il futuro di molte di queste posizioni.

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo della Costituzione e ai principi di autonomia e indipendenza della magistratura. “Sono personalmente innamorato della Costituzione: è qualcosa di straordinario, una ricchezza fondamentale per il nostro Paese”, ha dichiarato. Sorgi ha quindi richiamato l’impianto originario delineato dai costituenti, pensato per garantire l’equilibrio tra i poteri dello Stato, sottolineando il valore del Consiglio Superiore della Magistratura come organo di autogoverno.

Secondo l’ex pubblico ministero, la creazione di due Csm distinti – uno per i magistrati giudicanti e uno per quelli requirenti – insieme all’istituzione di un’Alta Corte disciplinare, potrebbe incidere sull’indipendenza della magistratura e, di conseguenza, compromettere la piena tutela dei cittadini. “Una magistratura autonoma – ha dichiarato – è una garanzia per tutti, soprattutto per chi deve far valere i propri diritti”. E ancora: “Già solo il nome ‘Alta Corte disciplinare’ è inquietante: richiama i tribunali speciali del passato”.

In chiusura, Sorgi ha ribadito con forza il significato politico e civile del tema affrontato: “Il principale ostacolo agli abusi dei potenti è proprio una magistratura autonoma”. La serata si è poi conclusa con un ampio spazio dedicato alle domande e agli interventi del pubblico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA