«Ho sbagliato io. Mi assumo piena responsabilità per l’accaduto». È ancora provata, ma lucida, la voce del 32enne di origini magrebine rimasto coinvolto nell’incidente avvenuto poco dopo mezzogiorno di ieri nel sottopasso di viale Trento, in corrispondenza della biforcazione che conduce fuori città (clicca qui).
In Italia da circa due anni e regolarmente impiegato presso l’autolavaggio della stazione di servizio Tamoil lungo la SS16, l’uomo racconta con semplicità quanto accaduto: «Stavo andando verso Cesenatico, ero appena uscito dal lavoro. Ho preso la strada nel senso contrario e il furgone, un Fiat Doblò, che arrivava dalla curva non mi ha visto».
Il mezzo commerciale procedeva lungo la propria corsia e non ha avuto il tempo di evitare l’impatto, avvenuto frontalmente senza possibilità di manovra per entrambi.
Il 32enne ricostruisce quindi i momenti dello scontro: «Dopo il ponte c’è una curva. Sono arrivato in bicicletta con decisione, fino all’impatto. Ho colpito il parabrezza, che si è frantumato, finendo sopra al furgone con la spalla sinistra».
Nonostante la violenza dell’urto, le conseguenze si sono rivelate meno gravi del previsto anche se, in un primo momento, con l’arrivo dell’elisoccorso, si era temuto il peggio. L’uomo ha infatti riportato una frattura al setto nasale, oltre a contusioni alla gamba sinistra e alla spalla. Dopo gli accertamenti all’ospedale “M. Bufalini” di Cesena, è stato dimesso già in serata.
«Poteva andare molto peggio. Sono stato fortunato», conclude. Parole semplici ma cariche di consapevolezza, che restituiscono il senso di quanto accaduto.