Una nuova rubrica per raccontare le storie e i sogni degli studenti che hanno concluso il proprio percorso scolastico con il massimo dei voti negli istituti di Cesenatico. Perché dietro un 100 o un 100 e lode non c’è soltanto un numero, ma si nasconde un cammino spesso tortuoso, fatto di sacrifici, passioni, incontri e progetti. “Segnatevi questo nome” nasce proprio per questo: dare voce alle eccellenze del territorio e ai giovani che potrebbero rappresentarne il miglior futuro.
Ha soltanto 19 anni, ma le idee sul proprio futuro sono già sorprendentemente chiare. Si chiama Luca Piretti, uno dei tre studenti del Liceo Scientifico “Enzo Ferrari” di Cesenatico ad aver concluso l’Esame di Stato con il massimo dei voti e la lode. Nato a Cesena e cresciuto a Cesenatico, Luca ha appena terminato cinque anni di liceo durante i quali ha coltivato non solo l’amore per lo studio, ma soprattutto le sue più grandi passioni: i motori, la tecnologia e il mondo aerospaziale. Nel tempo libero si dedica all’allenamento in palestra, mentre il suo sguardo è già rivolto nitidamente al futuro: a settembre inizierà Ingegneria Meccanica all’Università di Bologna, con il sogno di lavorare un giorno in alcune delle più importanti realtà europee dell’innovazione.
Il suo entusiasmo è quello di chi rifiuta di considerare il traguardo appena raggiunto in quanto punto d’arrivo: “È solo l’inizio di un nuovo, eccitante viaggio”.
Hai ottenuto il massimo dei voti con tanto di lode. Ti aspettavi questo risultato? Cosa ha significato per te?
“Mi aspettavo di ottenere un buon voto, perché in questi anni mi sono sempre impegnato e ho cercato di dare il massimo delle mie capacità. Però il 100 e lode è un risultato davvero straordinario, che in particolare nei primi anni del liceo non avrei mai immaginato di raggiungere. Per me questo voto rappresenta un punto di partenza più che un punto d’arrivo: è la conferma che l’impegno, la costanza e la dedizione vengono riconosciuti. Mi ha fatto piacere soprattutto sapere che anche persone che non mi conoscevano personalmente, come i commissari e il presidente esterni, hanno notato e apprezzato il lavoro che ho svolto in questi cinque anni”.
Guardando indietro, cosa ti lascia questa esperienza al Liceo Ferrari? C’è un momento, un progetto o un insegnante che ricorderai in particolare?
“Guardando indietro, penso che il liceo sia stato un’ottima palestra di vita. Mi ha permesso di confrontarmi con un ambiente più maturo dal punto di vista scolastico, ma mi ha innanzitutto aiutato a crescere come persona, rendendomi più consapevole delle mie potenzialità e delle responsabilità che comporta metterle davvero in gioco. Tra le esperienze che ricorderò con maggior piacere c’è sicuramente il progetto “Una Repubblica per la Pace”, promosso quest’anno dalla mia professoressa di Storia e Filosofia insieme alla Casa Mazziniana di Cesenatico. È stato un percorso che mi ha permesso di conoscere più a fondo le radici della nostra Repubblica, la storia d’Italia e il pensiero di quelle figure che hanno contribuito a costruire il nostro Paese”.
Quali sono, secondo te, i punti di forza del Ferrari? E se potessi migliorare qualcosa, invece, cosa cambieresti?
“Sono tanti i punti di forza del Ferrari che potrei citare, ma quanto a mio avviso fa davvero la differenza sono le persone: i professori e gli studenti. In questi cinque anni ho capito che il liceo non è quell’ambiente freddo e rigido che spesso ci si immagina prima di cominciare. Al contrario, è un luogo dove si creano rapporti autentici e legami che, sono convinto, continueranno anche in futuro. Se dovessi migliorare qualcosa, punterei soprattutto sui laboratori. Sono già presenti e rappresentano una risorsa di assoluta importanza, ma credo che dovrebbero essere valorizzati ancora di più in modo da affiancare allo studio teorico anche un’esperienza pratica sempre più coinvolgente”.
Qual è stato il tuo approccio allo studio in questi cinque anni? Hai qualche consiglio da dare agli studenti che frequenteranno il liceo nei prossimi anni?
“Il mio approccio allo studio non è ancora perfetto: penso ci siano ancora tanti aspetti su cui migliorare. Se dovessi proprio dare un consiglio, però, suggerirei di non rimandare tutto ai giorni prima di una verifica o di un’interrogazione. Per me è risultato fondamentale seguire con attenzione le spiegazioni in classe, prendere appunti e rielaborare subito gli argomenti con parole mie. Una volta a casa, poi, sistemavo gli appunti e li confrontavo con il libro di testo. In questo modo si arriva allo studio vero e proprio avendo già compreso gran parte dell’argomento, affinché prepararsi diventi molto più semplice ed efficace”.
Dopo il diploma quali sono i tuoi progetti? Hai già scelto università o percorso professionale? Cosa ti piacerebbe fare in futuro?
“Ora che finalmente mi sono diplomato ho tanti progetti e obiettivi ambiziosi. A settembre inizierò il corso di laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Bologna, con l’intenzione di completare prima la laurea triennale e poi, se ne avrò l’opportunità, proseguire con una magistrale, magari in un’università internazionale, preferibilmente tra Germania e Svezia. Guardando ancora più avanti, mi piacerebbe lavorare in una delle grandi realtà europee della tecnologia e per l’innovazione – come Leonardo, Saab o Airbus – mettendo a frutto le competenze maturate durante il percorso universitario”.
Se dovessi descrivere il Ferrari con una parola oppure lasciare un messaggio agli studenti che inizieranno il liceo a settembre, cosa diresti?
“Se dovessi descrivere il Ferrari con una parola sceglierei “opportunità”. È una scuola che sa dare tanto, ma sta soprattutto agli studenti cogliere le occasioni che offre, sia nello studio sia nelle attività extra-scolastiche. A chi inizierà il liceo a settembre direi di affrontare questi cinque anni con curiosità e passione, senza mai avere paura di mettersi in gioco. Ci saranno momenti difficili, ovviamente, ma proprio quelli vi permetteranno di crescere, almeno secondo la mia esperienza personale. E, soprattutto, godetevi ogni singolo istante di questa avventura: cinque anni possono sembrare lunghi all’inizio, ma passano molto più in fretta di quanto si immagini”.
Le parole di Luca, pertanto, raccontano molto più di un brillante risultato scolastico. Raccontano la voglia di costruire il proprio futuro senza mai dimenticare il valore del percorso che lo ha reso possibile. Il 100 e lode diventa così il simbolo di un impegno quotidiano, ma anche di una generazione che continua a sognare in grande. Una generazione che guarda sempre più oltre i confini del proprio territorio, non rinnegando mai le proprie radici.
È proprio questo lo spirito di “Segnatevi questo nome”: raccontare quei giovani che, con talento, dedizione e passione, rappresentano una risorsa preziosa per la nostra comunità. E il nome di Luca Piretti è il primo che vale la pena segnare.