7 Novembre, 2026 Cesenatico

Sipario sul Torneo delle Vie 2.0: a Sala trionfa Via Canale

Il Torneo delle Vie 2026 ha i suoi vincitori. Sul rettangolo verde, davanti ad una splendida cornice di pubblico – l’ennesima – è Via Canale a conquistare il 1º Memorial “Paolo Zani”, superando Campone Alta per 2-0 nella finalissima e scrivendo così il proprio nome nell’albo d’oro della rinascita della manifestazione.

Ad aprire la serata era stata la finale per il terzo posto, dominata da Zona Nuova, capace di imporsi con un netto 7-2 su Via Rigossa-Fenili e chiudere il torneo sul gradino più basso del podio.

Al termine delle gare spazio alle premiazioni individuali, che hanno celebrato i protagonisti di questa edizione. Il riconoscimento di miglior portiere è andato a Lorenzo Tommaselli (Via Rigossa-Fenili), mentre il primo storico Premio Andrea “Muroz” Mazzoni, destinato al capocannoniere del torneo, è stato assegnato a Luca Santolamazza, autore di nove reti con cui precede di una sola lunghezza Samuel Muccioli, fermatosi a quota otto nonostante la doppietta nella finalina. Il titolo di MVP del torneo è stato invece conquistato da Andrea Pellegrini, autentico trascinatore della vincitrice Via Canale.

A completare il quadro dei riconoscimenti è stato il premio di miglior allenatore, assegnato a Matteo “Charles” Bocchini, tecnico della Via Canale e artefice della cavalcata culminata con la conquista del 1º Memorial “Paolo Zani”. Il Premio Fair Play-Disciplina, invece, è andato a Marco Medri, capitano e responsabile di Bourg Sgumbi, squadra distintasi nel corso dell’intera manifestazione per correttezza, rispetto e spirito sportivo. Valori che rappresentano l’essenza più autentica del Torneo delle Vie.

Un riconoscimento speciale è stato infine riservato anche a Jacopo Pagliarani, la voce che ha accompagnato ogni serata con telecronache dal vivo, interviste e racconti, contribuendo a rendere ancora più coinvolgente un’edizione che ha saputo riportare entusiasmo e partecipazione attorno al Torneo delle Vie.

Ma i risultati, i trofei e i premi raccontano solo una parte della storia. Perché il vero successo di questa edizione è stato molto più profondo: ha riportato a Sala uno spirito che sembrava perduto, fatto di appartenenza, amicizia, memoria e comunità.

Ed è proprio da lì che vale la pena ripartire.

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