22 Settembre, 2026 Cesenatico

Teatro Comunale, il mondo della danza fa fronte comune: anche Retrópalco aderisce all’appello

Non è più una voce isolata. Non sono più “solo” due realtà a raccontare difficoltà analoghe. Ora il fronte della danza a Cesenatico si presenta compatto. 

Dopo l’appello lanciato da Officina delle Arti e la successiva adesione di Dance Dream, anche Retrópalco, attraverso la direttrice e insegnante Prisca Camanzi, ha deciso di sostenere pubblicamente la richiesta di una riflessione sulle modalità di utilizzo del Teatro Comunale.

«Condivido pienamente il pensiero espresso da Marco Baldazzi», afferma Camanzi. Parole che assumono un significato particolare, perché arrivano da chi quel teatro lo conosce da una vita. «Sono nata a Cesenatico e salgo sul palco del Teatro Comunale da quando avevo tre anni. Per me è impensabile immaginare gli spettacoli altrove, perché quel luogo rappresenta una parte importante della mia storia e di quella di tanti giovani cresciuti lì».

Quest’anno, in occasione del ventesimo anniversario della scuola, Retrópalco ha organizzato tre repliche dello spettacolo finale, dovendo concentrare due rappresentazioni nella stessa giornata per esigenze tecniche, prove generali e grande richiesta del pubblico. Da qui nasce la richiesta di poter disporre di tempi più ampi.

«Sarebbe bello poter utilizzare il teatro anche in altri momenti dell’anno, ma soprattutto avere più giorni per allestire e provare con la necessaria calma. Non è soltanto un’esigenza organizzativa: significa permettere ai ragazzi di vivere il teatro con più serenità, tempo e consapevolezza».

Per Camanzi il Teatro Comunale non è una semplice struttura pubblica. È un luogo identitario, carico di ricordi e significati. «Per me non può essere solo un edificio. È un pezzo della mia vita. Lì ho ballato da bambina, ho portato in scena i miei spettacoli, mi ci sono perfino sposata. È un luogo pieno di emozioni, ricordi e sogni realizzati».

Da qui l’amarezza per una situazione che, a suo giudizio, negli ultimi anni ha visto aumentare le restrizioni senza individuare soluzioni davvero condivise e funzionali. «Credo che il teatro sia un autentico patrimonio della città. Chi lo vive e lo anima con passione dovrebbe essere messo nelle condizioni migliori per continuare a valorizzarlo».

Camanzi sottolinea anche la presenza di risorse e professionalità importanti. «Il Teatro Comunale ha personale qualificato, competente e appassionato. È uno spazio vivo e polivalente, che potrebbe ospitare ancora più eventi, iniziative e momenti di aggregazione, diventando un punto di riferimento sempre più centrale per Cesenatico».

Con l’adesione di Retrópalco, l’appello promosso attraverso la raccolta firme di cesenaticoindanza.it assume una dimensione nuova. Per la prima volta, le tre principali realtà della danza cittadina si ritrovano unite nel chiedere all’Amministrazione comunale un confronto sul futuro del Teatro Comunale, sulle sue modalità di utilizzo e sul ruolo che può avere nella crescita culturale delle nuove generazioni.

Una convergenza che va oltre le singole esperienze associative e restituisce l’immagine di un settore compatto attorno a una convinzione comune: il Teatro Comunale non è soltanto un luogo da gestire, ma un patrimonio da vivere.

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