6 Ottobre, 2026 Cesenatico

Traghetti, nel 2026 ancora niente POS: “E se il turista non ha contanti?”

C’è un piccolo attraversamento che, a Cesenatico, è parte integrante della vita cittadina e anche per l’esperienza turistica. È quello garantito dai due traghetti che consentono di passare da una sponda all’altra del Porto Canale Leonardesco: il “Mirko”, nella zona dello Squero e con base in Piazza Ciceruacchio, e il “Giovanna d’Arco”, nei pressi dell’imboccatura del porto, all’altezza della Capitaneria. Due servizi che garantiscono innanzitutto una funzione concreta per la mobilità, considerando che il Porto Canale si sviluppa per circa un chilometro separando fisicamente Levante e Ponente.

Eppure, proprio nel cuore della stagione turistica e a ridosso di Ferragosto, sono numerose le segnalazioni relative alle modalità di pagamento: sui traghetti, secondo quanto riferito da diversi cittadini e verificato personalmente dalla nostra redazione, viene indicata la possibilità di pagare esclusivamente in contanti.

Circostanza che può trasformarsi in un problema tutt’altro che irrilevante per chi si trova davanti all’imbarco senza monete o banconote. Il costo del servizio è contenuto – le informazioni turistiche riportano 50 centesimi per adulto, 30 centesimi per il ridotto e 15 centesimi di supplemento per eventuali biciclette, oltre alla possibilità di acquistare un abbonamento da dieci attraversamenti – ma proprio l’esiguità dell’importo rende facilmente comprensibile il disagio. Chi si muove con carta, smartphone o smartwatch può infatti trovarsi improvvisamente senza la possibilità di pagare e, pertanto, non usufruirà del servizio.

Il problema, naturalmente, non riguarda soltanto il residente. In una città a forte vocazione turistica come Cesenatico, il rischio è soprattutto quello di mettere in difficoltà il visitatore che, magari dopo aver parcheggiato dall’altra parte del canale, raggiunge il traghetto convinto di poter utilizzare un metodo di pagamento elettronico, ormai diventato abituale per la stragrande maggioranza delle piccole spese quotidiane.

La domanda che abbiamo quindi rivolto alle autorità è stata semplice: è regolare non mettere a disposizione dell’utente alcuna forma di pagamento elettronico?

Dall’Ufficio Circondariale Marittimo locale, la Guardia Costiera di Cesenatico ha innanzitutto chiarito che la Capitaneria non dispone di competenze dirette in materia di modalità di pagamento del servizio. “Come autorità marittima, non abbiamo specifiche competenze in merito alle modalità di pagamento”, hanno spiegato, indicando nella Guardia di Finanza e nell’Agenzia delle Entrate gli organismi effettivamente competenti. Sempre dalla Capitaneria, inoltre, hanno aggiunto di ritenere che anche il Comune stia approfondendo la questione per verificare gli eventuali obblighi giuridici relativi al POS.

E proprio dalla Guardia di Finanza è arrivato il chiarimento definitivo. “In linea generale, l’obbligo di consentire il pagamento attraverso strumenti elettronici non prevede una particolare esclusione legata alla tipologia del servizio”. L’obbligo di accettare pagamenti elettronici, infatti, è in vigore dal 30 giugno 2022 e la normativa prevede, in caso di rifiuto non giustificato da un’impossibilità tecnica oggettiva, una sanzione di 30 euro, maggiorata del 4% del valore della transazione rifiutata.

Il 2026 ha inoltre introdotto un ulteriore adempimento relativo al collegamento tra strumenti di pagamento elettronico e sistemi di memorizzazione dei corrispettivi, ma si tratta di un aspetto distinto dal precedente obbligo di accettare pagamenti elettronici.

La Guardia di Finanza, tuttavia, ha sottolineato un elemento importante: “Ogni eventuale contestazione deve essere valutata nel caso concreto, verificando le circostanze nelle quali il pagamento elettronico è stato richiesto e rifiutato”. “In quel caso – hanno puntualizzato – procederemmo con tutti i dovuti riscontri”.

Non risultano, al momento, esposti presentati alla Guardia di Finanza per questa specifica situazione. Ed è qui che è doveroso fare una precisazione: La Voce di Cesenatico non ha presentato alcun esposto, né ha chiesto alla Guardia di Finanza di intervenire nei confronti dei gestori dei due traghetti. La richiesta è stata puramente giornalistica, per un’informazione chiara e corretta a disposizione di cittadini e turisti.

Il caso, dunque, resta aperto. Da una parte c’è un servizio semplice, economico e profondamente radicato nella quotidianità di Cesenatico; dall’altra un vincolo di pagamento che, nell’era degli smartphone e dei pagamenti contactless, appare quantomeno anacronistico.

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