22 Settembre, 2026 Cesenatico

Truffa online sventata a Cesenatico: documenti falsi e finta banca per ingannare un venditore

Le truffe online cambiano volto, si affinano e diventano sempre più credibili, facendo leva sulla buona fede di chi vende o acquista oggetti usati. 

È quanto accaduto nei giorni scorsi ad un giovane cittadino di Cesenatico, finito nel mirino di un tentativo di frode internazionale costruito attraverso documenti, videochiamate e false comunicazioni bancarie. La vicenda è già stata regolarmente denunciata ai Carabinieri della stazione locale.

Tutto è iniziato con un annuncio pubblicato su Facebook Marketplace per la vendita di un’auto appartenente alla madre del denunciante. Dopo pochi giorni, una presunta acquirente lo ha contattato via email chiedendo se il veicolo fosse ancora disponibile e, ricevuta risposta positiva, ha chiesto il numero di telefono per proseguire la trattativa e scambiare i documenti necessari.

La conversazione si è quindi spostata su WhatsApp. La donna, che sosteneva di essere francese ma di trovarsi in Mali per lavoro, ha utilizzato più numeri con prefisso della Costa d’Avorio. Un dettaglio che, inizialmente, non ha destato particolari sospetti: “La persona appariva credibile – racconta la vittima – anche perché mi aveva inviato una carta d’identità e perfino un video del suo volto”.

Convinto di avere a che fare con una reale acquirente, il venditore ha inviato copia della propria carta d’identità elettronica, di quella della madre intestataria del mezzo e della carta di circolazione dell’auto. Una dinamica sempre più frequente nelle truffe online, in cui i malviventi cercano di ottenere documenti personali da riutilizzare per altri raggiri o furti d’identità.

La situazione è precipitata il giorno seguente, quando un uomo, presentandosi come il marito della donna, ha invitato il venditore a controllare la posta elettronica: a suo dire, la banca aveva già inviato la conferma del bonifico. Nella casella email era effettivamente arrivato un messaggio apparentemente riconducibile a un istituto bancario maliano. Ma il contenuto ha svelato il tentativo di frode: per ricevere il pagamento dell’auto, il venditore avrebbe dovuto versare in anticipo 480 euro su una carta prepagata.

“A quel punto ho capito che si trattava di una truffa – racconta –. Ho interrotto ogni contatto e bloccato tutti i numeri”. In seguito, si è recato dai Carabinieri di Cesenatico per formalizzare la denuncia, allegando email, numeri telefonici, messaggi e documenti scambiati durante la sedicente trattativa.

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