Per avere il prete in casa, ormai, ci resta solo l’estrema unzione. Come si legge negli avvisi ufficiali dell’unità parrocchiale (San Giacomo, Boschetto, Villamarina-Gatteo Mare), infatti, anche quest’anno i sacerdoti di Cesenatico non riusciranno a santificare il rito delle benedizioni pasquali a domicilio a tutte le famiglie. Chi fosse interessato può farne richiesta alla parrocchia di appartenenza ma, anche in quel caso, bisognerà valutare la disponibilità del parrocco che, in base ai suoi impegni, deciderà “se” e “quando” onorare quella visita.
Durante il mese di aprile, del resto – tra stazioni quaresimali, celebrazioni pasquali e momenti di penitenza – gli appuntamenti liturgici sono molto intensi ed il numero di “don”, sul nostro territorio, non consente più il “porta a porta”.
Tramonta dunque uno dei riti religiosi più coinvolgenti ed inclusivi, quelli in cui – nel periodo della Quaresima – i sacerdoti suonavano al campanello delle famiglie per benedire tutte le stanze della casa in quello che, tra scaramanzia e religione, veniva considerato un momento di incontro da onorare a tutti i costi.

Una tradizione, dunque, ma anche un prezioso momento per declinare nel quotidiano l’impegno a essere Chiesa “in uscita”, secondo l’intuizione di papa Francesco.
Del resto, “uno dei compiti principali dell’azione pastorale dei sacerdoti è la cura di visitare le famiglie per recare l’annuncio di pace di Cristo”, spiega il Benedizionale, ossia il libro che contiene le formule di benedizione per le diverse festività comandate.
Nonostante i richiami del Pontefice, però, il rito di passare di “casa in casa” si é ormai estinto. Eppure, fino a qualche anno fa, la benedizione a domicilio rappresentava per le parrocchie del territorio anche un momento prezioso in cui raccogliere fondi per le opere benefiche. Alla benedizione corrispondeva, infatti, immancabilmente una lauta offerta in contanti da parte della famiglia.
Papa Francesco, però, nel corso del suo pontificato, ha ribadito con forza che la Messa “non si paga”, cancellando ogni ombra di lucro dalle benedizioni pasquali. Non é però ovviamente questa la ragione per cui l’usanza si é ormai persa, quanto piuttosto per il numero di sacerdoti che, complice la crisi delle vocazioni, si é ormai ridotto all’osso con preti costretti a farsi carico delle attività pastorali di più parrocchie contemporaneamente. Per questa ragione, la benedizione pasquale si era trasformata negli ultimi tempi in una sorta di “maratona del parroco”, segnata dalla fretta.
Inoltre, è cambiato il contesto sociale. Si fa fatica a trovare in casa una famiglia al mattino o al pomeriggio. Sicuramente qualcuno non vuole aprire la porta in modo intenzionale, ma in molti casi la porta resta chiusa perché i coniugi o i figli non ci sono a quel determinato orario. A quel punto si può richiedere un nuovo appuntamento, ma non sempre le esigenze della famiglia e quelle del parroco collimano.
Dunque, scartata l’ipotesi dell’estrema unzione, l’ultima possibilità che ci rimane sembra essere quella della “benedizione fai da te”. Nelle parrocchie di Cesenatico, infatti, a partire dal giorno di Pasqua, sarà possibile ritirare una bottiglietta di acqua santa (benedetta durante la solenne Veglia Pasquale) con cui benedire la propria casa. Toglie un po’ di pathos al momento, ma il risultato è comunque garantito.