23 Settembre, 2026 Cesenatico

Addio a Quinto Pagliarani, il “decano” del porto: Cesenatico perde una voce della sua marineria

Cesenatico si ferma, oggi, come quando il vento cala all’improvviso e in porto resta solo il rumore dell’acqua contro le barche. Quinto Pagliarani, 94 anni, è morto questa mattina (giovedì 26 febbraio), lasciando un vuoto che va oltre la cerchia familiare: se ne va un uomo che per molti era memoria vivente, una di quelle presenze capaci di raccontare il mare senza alzare la voce, con la semplicità di chi il mare lo ha respirato per davvero.

La città lo ha salutato anche attraverso il Museo della Marineria, che sui social ha affidato il ricordo a un’immagine poetica di marinai che continuano a navigare “con le nostre vele colorate” anche oltre, e da oggi con loro c’è anche Quinto. Poche parole, ma sufficienti per dire quanto fosse riconosciuto come parte di una comunità antica, tenace, fatta di mani e di storie.

Quinto, del resto, resterà nel cuore e negli occhi di Cesenatico anche per un simbolo che parla a tutti: la statua in bronzo in Piazza Spose dei Marinai, quella de “La ma” con i figli piccoli, intenta a scrutare l’orizzonte nell’attesa trepidante del ritorno del marito dalla pesca. Un’immagine che è città, è porto, è vita: l’attesa delle donne, la fatica degli uomini, la dignità dei giorni scanditi dalle maree e dalle stagioni. In quel bronzo, Cesenatico riconosce se stessa. E riconosce Quinto.

Era nato nella Valona, storico quartiere sull’asta di Ponente, tra le vie Semprini, Succi e Squero, dove la marineria non è un racconto da cartolina ma un’eredità quotidiana. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo buono, ironico, generoso: uno che sapeva ascoltare e, quando parlava, regalava pezzi di storia che non trovi scritti da nessuna parte. Un “maestro” senza cattedra, capace di dare consigli, di fare sorridere, di tenere insieme le persone con una battuta e con il calore di un gesto.

Ne danno il triste annuncio la moglie Bertina, i figli Mara e Stefano, il genero Giovanni, la nuora Giovanna, i nipoti, i pronipoti e tutti i parenti. L’ultimo saluto sarà sabato 28 febbraio: partenza alle 14 dalla camera mortuaria dell’ospedale “Marconi” di Cesenatico, S. Messa alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di San Giacomo, quindi il trasporto al Cimitero urbano. La famiglia ringrazia quanti parteciperanno e segnala che eventuali offerte saranno devolute all’I.O.R.

Buon vento, Quinto. Cesenatico ti accompagna come si accompagna un uomo di mare: con rispetto, gratitudine e un silenzio che sa di orizzonte.

Il ricordo della cara amica Marina Carlini

Quinto,

ti conosco da circa 15 anni, ma mi sembra di averti conosciuto da sempre.

Per me sei quel nonnino che non ho mai avuto, un uomo semplice ma di grande sapere e di cuore… quel sapere che oggi, purtroppo, non esiste più.

Ogni volta che ti incontravo era una gioia, perché mi raccontavi la storia, quelle storie di paese, di vita, del quartiere, che oggi non trovi scritte da nessuna parte e che sono un grande tesoro!

Eri un pozzo di sapere, un maestro, una persona buona, umile, altruista, generosa, sensibile e dispensavi consigli a tutti. Era sempre bello ascoltare i tuoi racconti di vita!

Quando facevamo la Tratta, ti aspettavamo in banchina all’alba: eri sempre in ritardo e nelle tasche dei tuoi pantaloni c’erano sempre i biscotti che, puntualmente, dopo la Tratta erano bagnati… e tu li mangiavi lo stesso, perché avevi sempre fame!

Quando penso a te, mi viene in mente una sera, per un ponte di barche, quando saltellavi da una barca all’altra come un ragazzino!

Mi hai regalato tanto e venirti a trovare a Longiano era una sofferenza, vederti immobile… tu che immobile non lo sei mai stato!

Mi rimarranno per sempre nel cuore la tua ironia, il tuo sorriso, il tuo modo scherzoso di prendere in giro gli altri e l’immagine di te e Bertina insieme, innamorati da sempre.

Buon vento, Quinto.

Ti voglio bene

Marina

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