22 Settembre, 2026 Cesenatico

Cara CNA, il viale Carducci non si rilancia con gli applausi

C’è un momento in cui il racconto del “rilancio” smette di essere ottimismo e diventa rimozione della realtà. Viale Carducci avrebbe bisogno di uno sguardo serio, persino severo. Non di celebrazioni a comando. Serrande abbassate, negozi sfitti come mai prima (anche in estate!), insegne spente, offerta commerciale impoverita, qualità in discesa: sono questi i segnali che chi rappresenta le imprese dovrebbe avere il coraggio di indicare.

Invece, dopo Confcommercio e Confesercenti, anche CNA – attraverso un surreale corsivo del suo presidente Davide Caprili – sembra preferire la via più comoda: applaudire. Si saluta ogni iniziativa come fosse una svolta epocale, si chiama “rilancio” ciò che spesso è solo ordinaria animazione estiva. Rispetto allo scorso anno, il calendario si arricchisce di qualche appuntamento in più, non di una strategia capace di cambiare il destino del viale.

Quanto agli hub urbani, meglio non vendere per miracolo ciò che al momento è soltanto un vaghissimo studio di fattibilità. Utile, forse, un domani. Risolutivo, certamente no. 

Un viale storico non torna centrale con qualche evento, né con formule buone per i comunicati stampa. Torna centrale se tornano imprese vere, artigiani, botteghe, qualità urbana, servizi, investimenti e una visione.

Il compito delle categorie non è fare da coro all’amministrazione di turno. È ascoltare chi lavora, raccogliere il disagio, portarlo sui tavoli giusti e pretendere risposte. Gli artigiani e i commercianti non hanno bisogno di claque, ma di rappresentanza. Applaudire è facile. Difendere le imprese è più scomodo. Ma è esattamente per questo che una categoria esiste.

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