7 Novembre, 2026 Cesenatico

Il Pesce fa Festa e i bollettini da Narnia: il Comune non commetta lo stesso errore fatto con la Nove Colli

A Narnia il pesce frigge sempre, gli stand sorridono e il bilancio trova puntualmente il modo di essere positivo. A Cesenatico, invece, un sabato all’altezza della manifestazione non basta a cancellare quattro giornate decisamente sottotono. Fra queste due geografie si collocano i consuntivi del Pesce fa Festa: le difficoltà vengono riconosciute, ma poi finiscono mantecate sotto una generosa impanatura di soddisfazione.

Un’edizione può andare male. Una festa all’aperto dipende dal cielo e nessuna associazione di categoria può ordinare al vento di smettere. Il problema comincia quando il maltempo diventa una spiegazione sufficiente per tutto e il confronto si chiude prima ancora di aprirsi.

Perché qualcosa da discutere c’è. La polemica con i camperisti, per esempio: al di là dei contenuti più o meno pretestuosi, possibile che gli organizzatori se ne siano accorti solo all’ultimo? E, a 48 ore dall’evento, che effetto potrà mai sortire un invito social da parte del sindaco? La comunicazione serve soprattutto prima che le incomprensioni diventino rancore. Dopo, può soltanto tentare di mitigarne i danni.

Poi i prezzi. Quindici euro per un fritto non sono, in assoluto, uno scandalo. Ma chi si siede a una sagra confronta quella spesa con il ristorante, dove trova servizio al tavolo, stoviglie e altre comodità. Quel confronto può piacere oppure no, ma resta nella testa del cliente. Liquidarlo come una lagnanza, soprattutto nella stagione del carovita e della benzina sopra i 2 euro, significa rinunciare a capire perché qualcuno potrebbe non tornare.

E ancora le tensioni sugli spazi, sul posizionamento degli stand, sulle transenne. Anche queste meritano un chiarimento perchè uno screzio plateale non può diventare un caso solo quando esce sui giornali.

Il Comune può continuare a ripetere che l’organizzazione compete alle categorie. Formalmente corretto, politicamente insufficiente. Ci sono manifestazioni che appartengono a Cesenatico anche quando il municipio non ne tiene la cassa. La Nove Colli dovrebbe averci insegnato almeno questo: il prestigio accumulato non mette nessuno al riparo dalla necessità di ascoltare.

Le critiche circolate sui social non sono una ricerca di mercato, ma nemmeno rumore da ignorare. Sono domande da verificare, segnali da capire. Se no finisce come con la Gran Fondo di ciclismo: con i contestatori bloccati sui social e – dopo un paio d’anni – gli iscritti dimezzati. 

Il Comune convochi dunque le categorie, chieda numeri confrontabili, affronti prezzi, accoglienza e organizzazione. Senza processi, ma con risposte precise. Perché a Narnia può bastare che tutti si dichiarino soddisfatti. A Cesenatico, invece, serve che le persone abbiano voglia di tornare.

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