Ci sono episodi che non possono essere derubricati a semplici inconvenienti tecnici o a pratiche da inserire nel calendario dei lavori pubblici. Il crollo della tettoia nel cimitero di Sala, a Cesenatico, è uno di questi. Perché qui non siamo davanti ai danni imprevedibili di un’alluvione, di una tromba d’aria o di un’ondata di maltempo. Siamo davanti a una copertura venuta giù perché il legno portante, a quanto emerge dalle immagini e dalle prime evidenze, era ormai deteriorato, consumato, marcito. E sotto il peso delle tegole ha ceduto.
Il punto è tutto qui: non è successo l’imprevedibile. È successo ciò che, con controlli adeguati, manutenzione costante e un presidio serio, avrebbe dovuto essere evitato. E il fatto che non ci siano stati feriti non attenua la gravità dell’accaduto. La rende, semmai, ancora più inquietante. Perché quelle tegole, cadendo sulla testa di un visitatore, di un anziano, di un familiare raccolto davanti a una tomba, avrebbero potuto provocare conseguenze drammatiche. Se oggi non parliamo di un bilancio ben più pesante, è solo per una fortuita coincidenza.
Ecco perchè parlare soltanto di verifiche, transenne e futuri interventi rischia di essere riduttivo. Qui il tema è politico e amministrativo: un cimitero non è un’area qualsiasi. È uno spazio di memoria, rispetto e raccoglimento. E un ente pubblico che non riesce a garantire sicurezza e decoro in un luogo simile deve porsi domande serie.
A maggior ragione se, in passato, gli interventi sul camposanto erano stati presentati con soddisfazione e una certa autoreferenzialità. Evidentemente qualcosa non ha funzionato. Nei controlli, nella manutenzione, nella gestione, nelle segnalazioni. E l’imminente scadenza della convenzione con l’ente gestore dei cimiteri impone una riflessione ancora più netta sul livello di presidio garantito finora.
Quello di Sala non è un dettaglio. È un campanello d’allarme pesantissimo. Chi ha responsabilità amministrative dovrebbe prenderne atto perché questa volta è andata bene. Ma la sicurezza dei cittadini non può dipendere dall’oroscopo favorevole del Comune.
