23 Settembre, 2026 Cesenatico
Le vele al terzo patrimonio Unesco? Dopo 5 anni vediamo la meta…”

Davide Gnola: “Il riconoscimento Unesco? Percorso lungo ma siamo ottimisti”

“Cesenatico a vele spiegate verso il riconoscimento UNESCO” é il claim più gettonato del giorno dopo. E anche se in città si respira un composto entusiasmo, al Museo della Marineria, prima di far festa, si attende scaramanticamente il crisma dell’ufficialità. 

Intanto, però, il primo step é stato fatto e l’antica arte di navigare con barche a vela latina e vela al terzo si avvia ad essere registrata dall’UNESCO nella “lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale”. 

Un risultato di prestigio ottenuto anche grazie all’importante lavoro di “rete” svolto dal Museo della Marineria di Cesenatico, che è stato promotore del gruppo di lavoro internazionale. 

Il dossier di candidatura, che documenta questa importante eredità di saperi e tecniche, attivamente tramandata da numerose comunità in tutto il Mediterraneo, è stato infatti consegnato nei giorni scorsi all’ufficio UNESCO di Parigi. 

Davide Gnola, cosa significa? 

“Significa che é stata ufficialmente presentata la candidatura. In sostanza si tratta del primo step formale di un percorso complesso ma ben avviato”. 

La strada per il riconoscimento dell’UNESCO é ancora lunga?

“C’é in effetti ancora molto lavoro da fare, ma la consegna della candidatura é comunque già la sintesi di un ‘lavorone’ molto prezioso. Abbiamo operato in questi anni con un gruppo internazionale di cui fanno parte Italia, Croazia, Francia, Spagna, Grecia e la Svizzera, che ha le vele latine sul lago di Ginevra. Lavorando con questi paesi siamo riusciti a redigere un dossier che, in maniera dettagliatissima, spiegasse che cos’é la vela latina e la vela al terzo. Raccogliere quella mole gigantesca di informazioni e di esperienze e riunirle in un unico documento condiviso non é stato facile”.  

Qual é l’elemento più importante ai fini del riconoscimento?

“All’Unesco interessa, in primis, che vi siano persone che tramandino questa pratica antica, quindi che ci siano anziani che, con un certo rigore filologico, trasferiscano alle nuove generazioni questa eredità immateriale. E, solo in Italia, ne abbiamo tantissimi”. 

Qual é stato, in questa prima fase, il lavoro del Museo della Marineria? 

“Il nostro compito principale, in accordo con l’ufficio Unesco di Roma, é stato quello di raccordare le varie testimonianze, sfruttando una rete di contatti che abbiamo creato in oltre 40 anni di relazioni e di studi profilati su questo specifico ambito. Negli ultimi decenni, in particolare, come gran parte dei musei, abbiamo lavorato molto sul patrimonio immateriale e quindi, in questo percorso, ci siamo sentiti un po’ i pionieri”. 

Dunque, molto materiale finito nel dossier ufficiale della candidatura era già in vostro possesso? 

“Certo, perché sono anni che Cesenatico lavora sulla valorizzazione della marineria tradizionale. Per altro, siamo stati i primi ad ottenere il riconoscimento della vela al terzo da parte dei beni culturali che, per la prima volta in Italia, hanno applicato il famoso articolo 7Bis. Per questa ragione, l’Ufficio Unesco di Roma, sulla scorta di queste esperienze, ha affidato a noi il ruolo di coordinamento”. 

Un lavoro immenso dunque…

“Un lavoro di squadra molto impegnativo ma anche molto bello perché, unendo le varie realtà, siamo riusciti a creare una rete a livello italiano ed europeo molto preziosa”.

La proposta di candidatura UNESCO era nata all’interno di AMMM, l’associazione dei musei marittimi del Mediterraneo attualmente presieduta da lei…

“E’ una carica che manterrò fino alla fine dell’anno e che sicuramente, in questa prima fase, ci ha aiutato. Il fatto che a proporre questa candidatura sia stata questa associazione non é per nulla casuale perché tutti questi musei, così come il Museo della Marineria, conservano un legame molto solido e dinamico con le loro comunità”. 

La risposta a tutto questo lavoro dovrebbe arrivare entro la fine del 2025?

“I tempi tecnici sono quelli e dunque, a questo punto, noi possiamo solo incrociare le dita”. 

Si può essere ottimisti?

“Ci hanno detto che con un dossier del genere non dovrebbero esserci problemi ma, ripeto, festeggeremo eventualmente quando arriverà l’annuncio ufficiale”. 

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