7 Novembre, 2026 Cesenatico

Diciotto anni tra le nuvole: la lettera di una madre a Nicole, luce diventata amore

Ci sono storie che non finiscono nel momento in cui il dolore le spezza. Continuano a camminare dentro gli altri, si fanno gesto, presenza, abbraccio. È da questa forma altissima d’amore che nasce L’Isola di Nicole Aps, associazione con sede a Sala di Cesenatico, fondata per custodire la memoria di Nicole Zambelli e trasformarla in bene condiviso: inclusione per bambini con difficoltà psicomotorie, sostegno alle famiglie, raccolte solidali, doposcuola, progetti educativi, donazioni, iniziative benefiche che negli anni hanno lasciato un segno profondo nel territorio. 

Nicole era nata il 25 marzo 2008. Una complicazione durante il travaglio le provocò gravissimi danni neurologici; la sua vita fu segnata dalla tetraparesi spastica. Eppure, proprio attorno alla sua fragilità, la madre Claudia De Pascali ha costruito nel tempo una testimonianza potentissima, fatta non solo di memoria ma di presenza viva, come dimostrano anche il libro “Guarda il cielo” e l’impegno pubblico dell’associazione. 

Oggi, nel giorno in cui Nicole avrebbe compiuto 18 anni, Claudia le ha scritto una lettera che è insieme elegia, carezza e dichiarazione d’eternità. Parte da ciò che i diciotto anni rappresentano per tutti: l’inizio, l’indipendenza, la soglia dell’età adulta, l’illusione meravigliosa di sentirsi invincibili. 

Ma subito quel rito comune si spezza contro l’unicità del destino di Nicole. Perché Nicole, scrive sua madre, la libertà ha dovuto conquistarla in un altro modo: “abbandonando un corpo che teneva prigioniera la sua anima”. E allora il compleanno diventa un’immagine celeste e struggente, in cui la ragazza che non ha potuto prendere la patente sulla terra sta già “sgommando tra le nuvole insieme agli angeli”, leggera “come una farfalla bianca”.

È qui che la lettera raggiunge il suo punto più alto: non nel lutto, ma nella trasfigurazione. Nicole non è raccontata come assenza, ma come “immensa e infinita luce divina piena d’amore”. La madre non la trattiene nel rimpianto di ciò che non è stato; la consegna invece a una dimensione più vasta, dove il dolore resta, ma si fa stupore, orgoglio, riconoscenza. È il miracolo più difficile: continuare a chiamare amore ciò che la vita ha ferito. E sentire che una figlia, anche quando non la puoi più stringere, continua ad abbracciare il cuore di tutti.

Forse è proprio questo, in fondo, il segreto dell’Isola di Nicole: non un rifugio dalla sofferenza, ma un luogo in cui la sofferenza viene trasformata in bene. E in quella lettera di compleanno c’è tutto: una madre, una figlia, il cielo, e la prova commovente che certi amori non finiscono. Cambiano forma. E restano per sempre. 

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