Cesenatico dovrebbe guardare a Rimini con lucidità. Se lì hanno deciso di far cadere il vecchio vincolo alberghiero, qui dobbiamo ammettere che il problema è già evidente: gli alberghi si sono dimezzati negli ultimi vent’anni, il loro valore è sceso in modo drastico e molti edifici sono diventati vuoti urbani. Non è solo una questione estetica: il degrado si mangia fiducia, investimenti e qualità dell’offerta.
Tenere un hotel in disuso per dieci anni non è “tutela”: è immobilismo. Nel mondo privato, quando una struttura non regge più, la si riconverte e si cambia modello. Nel pubblico, invece – come ci insegnano le colonie di Ponente – spesso si aspetta. Se un albergo chiude, bisogna capire le ragioni (costi, standard superati, mercato cambiato) e aiutare chi possiede l’immobile a trovare una via d’uscita, con regole chiare e tempi certi: un equilibrio tra sostenibilità economica e bisogni del territorio.
E oggi il bisogno è doppio: turismo che si rinnova e città che torna ad abitare. A Cesenatico mancano appartamenti e alloggi per giovani coppie. I pochi affitti disponibili vengono assorbiti dall’estate e riproposti a prezzi troppo alti: il risultato è una località che produce lavoro, ma espelle residenti. Se vogliamo evitare di “sistemare” Ponente e ritrovarci la stessa fotografia domani a Valverde, a Villamarina o altrove, bisogna intervenire ora.
La strada è quella di una trasformazione governata: condhotel, aparthotel, residenze turistico-alberghiere, coliving per stagionali e categorie strategiche, strutture multiservizio. Ma soprattutto una quota definita di abitazioni vere, con canoni calmierati e criteri anti-speculativi, legata alla riconversione degli hotel dismessi. Rigenerare non significa fare cassa: significa ricucire pezzi di città, alzare la qualità e dare stabilità sociale.
Servono coraggio e responsabilità politica, come ha avuto Rimini. Potrebbe essere l’ultimo vero lascito di Matteo Gozzoli prima di lasciare l’incarico: non un’opera “spot”, ma un segno urbanistico che cambia traiettoria. La domanda è semplice: Cesenatico avrà il coraggio di farlo?