7 Novembre, 2026 Cesenatico

Il mito trendy dei misteri: la Uno Bianca e la banalità del male

C’è sempre una tentazione quando si guarda indietro agli orrori: immaginare che dietro ci fosse qualcosa di più grande, di più complesso, quasi di “nobile” nella sua oscurità. È una tentazione che ritorna puntuale anche oggi, di fronte alle nuove dichiarazioni di Roberto Savi, che ieri sera a “Belve” ha evocato servizi segreti, coperture, trame nascoste.

Ma la verità, per quanto scomoda, è un’altra. Ed è molto più semplice.

La Uno Bianca non aveva nulla di alto. Non era il braccio deviato di chissà quale apparato, né l’ingranaggio di una strategia occulta. Era una banda di feroci criminali che uccidevano, rapinavano, terrorizzavano per soldi, per avidità, per costruirsi una vita più agiata rispetto a quella che il loro stipendio da poliziotti poteva garantire. Tutto qui. Niente di più.

Questa nuova narrazione, intrisa di complottismo e suggestioni, somiglia più a un disperato tentativo di riscrivere il proprio ruolo che a una rivelazione. È il modo più semplice per tornare protagonisti mentre ci si annoia in carcere: trasformare la propria storia in qualcosa di più grande, di più oscuro, di più “interessante”. Dare un senso epico a ciò che epico non è mai stato.

Ma la banalità del male, quella sì, è reale. Ed è proprio questo che disturba di più. Perché costringe a guardare in faccia una verità scomoda: non serve il fantasy della cospirazione per spiegare certe tragedie. Bastano uomini ordinari, accecati dall’avidità e dalla violenza.

Ho iniziato a fare il giornalista a Rimini, quando nelle redazioni locali si parlava ogni giorno della Uno Bianca che, come noto, ha colpito anche a Cesenatico. Era un’ossessione collettiva, una paura diffusa, una ferita aperta. E proprio per questo, oggi, certe ricostruzioni suonano ancora più insopportabili. Perché rischiano di sporcare la memoria, di confondere i piani, di offrire una via di fuga narrativa a chi non ne merita alcuna.

Non c’è nessun mistero da svelare. C’è solo una verità già nota: quella di una banda che ha scelto di uccidere per arricchirsi. E che oggi cerca, inutilmente, di diventare qualcosa di diverso da ciò che è stata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA