5 Ottobre, 2026 Cesenatico

Rebus centrodestra: Lucchi e Vincenzi si sfilano, Lista Civica in pole?

La campagna elettorale per le amministrative di Cesenatico, attese verosimilmente per l’aprile 2026, si avvicina inesorabilmente, mentre il centrodestra è ancora alle prese con il rebus più importante: trovare il nome da mettere in campo per contendere il Municipio al centrosinistra. Se dall’altra parte Jacopo Agostini appare ormai sempre più vicino alla candidatura, infatti, nel campo dell’opposizione la ricerca continua. E, soprattutto, sembra essere tornata al punto di partenza.

Le ultime settimane hanno di fatto ridimensionato le quotazioni dei due nomi che più sembravano essersi guadagnati la pole position: Giovanni Lucchi e Gianluca Vincenzi. Due profili diversi, entrambi autorevoli, tutti e due considerati per ragioni differenti candidati potenzialmente competitivi, ma che oggi sembrano essersi allontanati dalla corsa.

Lucchi, autentico evergreen ogni volta che a Cesenatico si apre la partita del centrodestra, avrebbe ormai chiuso alla possibilità. Una candidatura che per settimane era sembrata possibile, anche alla luce del suo impegno diretto nella campagna referendaria sulla Giustizia, si sarebbe progressivamente raffreddata dopo l’esito del voto. Vincenzi, dal canto suo, ha scelto una posizione estremamente prudente, ribadendo di essere concentrato sull’incarico di assessore a Gatteo. E proprio da Gatteo, secondo quanto filtra, potrebbe ripartire il suo percorso politico dopo un assessorato con deleghe di assoluto rilievo.

Il problema, pertanto, torna ora sul tavolo di Fratelli d’Italia. A guidare la ricerca sono la coordinatrice e presidente provinciale Alice Buonguerrieri e Luca Bartolini, responsabile del partito per il comprensorio forlivese. La linea indicata è ormai abbastanza chiara: serve il miglior candidato possibile, possibilmente un civico capace di rappresentare l’intera coalizione. Una scelta che, se confermata, restringe ma allo stesso tempo amplia il campo: meno spazio alle candidature strettamente di partito, identitarie, maggiore attenzione a una figura riconoscibile, radicata e in grado di parlare anche a un elettorato non tradizionalmente di centrodestra.

Ed è proprio qui che torna improvvisamente centrale un soggetto che sembrava destinato a perdere il proprio peso politico con la conclusione della consiliatura: la Lista Civica per Buda. Sono i numeri della scorsa tornata elettorale, risalente al 3 ottobre 2021, a spiegarne le ragioni. All’interno della coalizione che sosteneva Roberto Buda, la lista civica ottenne ben 2.337 voti, pari al 21,31%, risultando nettamente la prima forza della coalizione. Fratelli d’Italia si fermò a 1.113 voti, il 10,15%, mentre la Lega raccolse appena 717 consensi, pari al 6,54%. Complessivamente, le liste della coalizione arrivarono a 4.167 voti, il 38%.

Numeri che appaiono ormai datati, forse poco attuali, ma che raccontano qualcosa di politicamente tutt’altro che irrilevante: la componente civica legata a Buda ha avuto un peso elettorale superiore a quello dei singoli partiti del centrodestra.

E allora, la domanda diventa inevitabile: se FdI vuole un candidato civico, perché non guardare proprio dentro quel mondo? La Lista per Buda, al netto della sua ormai annunciata conclusione al termine dell’attuale consiliatura, ha infatti le carte in regola per rappresentare un patrimonio politico ed amministrativo dal quale ripartire. In questi anni i suoi esponenti hanno mantenuto una presenza costante in Consiglio comunale, maturando esperienza e conservando un rapporto diretto con parte consistente dell’elettorato che nel 2021 aveva scelto proprio quella lista.

E dietro questo scenario c’è un altro elemento che potrebbe diventare decisivo: Forza Italia.

Il partito, guidato in Romagna dall’Onorevole Rosaria Tassinari, è oggi impegnato in un percorso di ricostruzione territoriale e guarda con attenzione alla partita cesenaticense. In questo quadro, non sarebbe affatto sgradito un profilo proveniente da quella lista civica, anche considerando la sintonia geometrica che, da sempre, lega Rosaria Tassinari a Roberto Buda.

Naturalmente, siamo ancora nel campo delle valutazioni e delle ipotesi. Nessuna investitura è stata formalizzata, né alcuna decisione definitiva risulta assunta. Ma proprio per questo la partita è interessante.

Perché se Lucchi e Vincenzi – come pare certo – uscissero definitivamente dai giochi, Fratelli d’Italia sarebbe chiamata a pescare in un campo molto più largo rispetto a quello dei propri dirigenti e consiglieri. E in quel campo ci sono gli amministratori civici, il mondo della Lista per Buda, Forza Italia e quei profili che negli ultimi anni hanno costruito una propria riconoscibilità senza necessariamente indossare una casacca di partito.

Il centrodestra, insomma, non ha ancora individuato il proprio candidato. Ma una cosa appare sempre più evidente: la ricerca non sarà soltanto quella del nome più forte. Sarà soprattutto quella del nome capace di tenere insieme mondi diversi, raccogliere l’eredità dell’opposizione degli ultimi anni e, allo stesso tempo, allargare il perimetro elettorale della coalizione.

La vera sfida, prima ancora di quella con Agostini, è dunque interna: capire da dove ripartire. E se la risposta dovesse essere davvero un civico, allora il nome potrebbe arrivare da un mondo che il centrodestra, fino a questo momento, aveva forse considerato meno di quanto i numeri del 2021 suggerissero.

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