7 Novembre, 2026 Cesenatico

Ryanair e la lezione più semplice: se vuoi la crescita, togli le tasse

La notizia dei nuovi voli Ryanair da Rimini, Forlì e Parma è più di un annuncio estivo buono per i titoli. È una piccola prova empirica, quasi scolastica, di una verità che in Italia fa sempre discutere ma che spesso resta intatta nella sua semplicità: se vuoi rilanciare l’economia devi detassare. Può sembrare, e forse lo è, un mantra da manuale – qualcuno direbbe la parola chiave del berlusconismo – ma davanti ai fatti conviene mettere da parte le tifoserie e guardare il meccanismo.

La Regione Emilia-Romagna, con il presidente Michele de Pascale, ha scelto di abolire la council tax per gli scali sotto i 700mila passeggeri. Una misura concreta, tecnica, apparentemente “fredda”. Eppure ha prodotto un effetto caldissimo: ha tolto il tappo. Ha liberato un mercato che era frenato da un costo fisso e da un’incertezza strutturale, rendendo di colpo più conveniente investire, programmare, aprire rotte. 

Il risultato è arrivato con la velocità tipica delle compagnie globali: Ryanair ha annunciato 20 nuove rotte e oltre 250mila posti aggiuntivi, con una previsione di oltre 660mila passeggeri annui e centinaia di posti di lavoro nell’indotto. Non perché qualcuno abbia fatto un convegno in più o stampato qualche brochure patinata: perché un vincolo economico è stato rimosso.

Per territori turistici come Rimini – e, a cascata, anche Forlì che ha la Riviera a un passo – questa è un’opportunità enorme. Un incremento del traffico aereo non è un dettaglio logistico: è una leva di competitività. È incoming reale, è destagionalizzazione possibile, è nuova domanda che può trasformarsi in notti vendute, tavoli pieni, servizi, lavoro. È, in una parola, un booster prezioso.

De Pascale può aver preso decisioni impopolari su altri fronti – penso al tema delle tasse in sanità e alle polemiche inevitabili – ma su questo dossier la scelta ha inciso più di molte campagne promozionali, più di tante strategie di marketing dell’incoming che spesso si disperdono in rivoli.

La Romagna, del resto, non può permettersi di ragionare come se tutto fosse stabile. Il sistema turistico è sfibrato: il 50% di alberghi in meno rispetto a vent’anni fa, margini compressi, concorrenza aggressiva e dati che non sempre fotografano la realtà fino in fondo, perché cambiano i modelli (appartamenti che prima lavoravano solo in nero, nuove formule ricettive, concentrazioni di offerta). 

Se siamo in emergenza, servono misure d’emergenza. Rinunciare a un gettito come quello della council tax può sembrare penalizzante nell’immediato, ma se i benefici si spalmano su tutto l’indotto – e i segnali vanno in quella direzione – allora non è una rinuncia: è un investimento.

La bussola, alla fine, indica una rotta chiara: per rilanciare il turismo e rimettere in moto l’economia locale, la detassazione non è un tabù. È uno strumento. E quando funziona, come in questo caso, è difficile far finta di non vederlo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA